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L'ESPERTO

Naspi cumulabile con altri redditi? Sì, ma solo in determinati casi

07 dicembre 2017, 10:09

Naspi cumulabile con altri redditi? Sì, ma solo in determinati casi

IL QUESITO
La Naspi è cumulabile nel caso vengano percepiti altri compensi?  P.L.

Pietro Boschi*
La Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) è un’indennità mensile di disoccupazione erogata dall’Inps in caso di perdita involontaria del posto di lavoro. Durante il periodo di corresponsione è tuttavia ipotizzabile che al soggetto fruitore si presenti l’occasione di svolgere altre attività che producano un reddito integrativo all’ammortizzatore sociale corrisposto dall’Inps. In tale circostanza, l’interessato dovrà preliminarmente chiedersi se quel compenso sia compatibile o meno con la percezione della Naspi ed eventualmente quali azioni intraprendere per non perderla.
Per rispondere al quesito del lettore, diciamo subito che i compensi derivanti da lavoro occasionale di cui alla legge 96/2017 (ex voucher Inps ora denominati prestO) i cui limiti massimi annuali sono fissati in 5mila euro, sono totalmente cumulabili e non comportano per l’interessato alcun adempimento amministrativo. Anche le remunerazioni derivanti da borse lavoro, tirocini formativi, stage nonché i premi o sussidi finalizzati allo studio o addestramento professionale, sono, allo stesso modo, totalmente cumulabili con la Naspi e non determinano alcun adempimento amministrativo nei riguardi dell’Inps.
Analogo trattamento è riservato ai percettori di compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica. E’ opportuno segnalare invece, che i titolari di borse di studio e di assegni di ricerca, essendo riconducibili a vere e proprie attività di lavoro, sono obbligati a comunicare entro un mese dall’inizio, l’instaurazione di tali rapporti all’Inps, dichiarando in via presuntiva l’ammontare del reddito che ne deriverà, anche se a zero; in tali circostanze la Naspi verrà ridotta o sospesa in base all’entità del reddito percepito.
Qualora il percettore di Naspi si rioccupi con un contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi, in Italia o paesi Ue o in paesi extracomunitari con cui l'Italia ha stipulato convenzioni bilaterali in tema di assicurazione contro la disoccupazione, la Naspi viene solo sospesa per la durata del rapporto di lavoro e fino a un massimo di sei mesi; anche in questi casi è obbligatorio comunicare all'Inps il reddito presunto entro un mese dall’inizio del rapporto. Il percettore di Naspi che instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale supera il limite minimo escluso da imposizione (8.000 euro), perde lo stato di disoccupazione e conseguentemente decade dal diritto alla prestazione.
*consulente del lavoro

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