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Casalmaggiore

«Il ponte? Tutto tace. Così non va»

Il Comitato: «Silenzio sui 35 milioni per l'emergenza». Pagliari: «L'erogazione dopo l'11»

di Cristian Calestani -

23 dicembre 2017, 14:48

«Il ponte? Tutto tace. Così non va»

«Negli ultimi dieci giorni per risolvere i problemi del ponte stradale sul Po chiuso tra Colorno e Casalmaggiore non si è fatto nulla. Non abbiamo più avuto notizie sulla spartizione dei 35 milioni di euro stanziati per le emergenze dei ponti sul Po e gli annunciati miglioramenti di orario della linea Parma-Brescia, prospettati da Trenord, non ci sono stati»: è un bilancio estremamente negativo quello tracciato da Paolo Antonini, presidente del Comitato TrenoPonteTangenziale, che ha incontrato, in maniera informale per un brindisi pre-natalizio, cittadini e pendolari al Circolaccio di Cappella di Casalmaggiore per fare il punto della situazione sulla vicenda ponte.

Nel frattempo, ieri mattina, il senatore del Pd, Giorgio Pagliari, ha partecipato al ministero delle infrastrutture a un incontro con il Ministro Graziano Delrio, il sottosegretario senatore Luciano Pizzetti e il capo della segreteria tecnica del Ministro, Maurizio Battini. «L'incontro - spiega Pagliari - è stato dedicato a fare il punto sullo "stato dell'arte", cioè sulla attività attuativa della norma che finanzia le emergenze relative alle strutture di connessione sul fiume Po. Dal confronto è emerso che il lavoro di definizione del decreto ministeriale di erogazione dei fondi è a buon punto e che il medesimo sarà emanato subito dopo la conferenza unificata, prevista per l'11 gennaio. Il ministro ha dato conferma delle priorità e del finanziamento come definito e richiesto dagli enti locali delle province di Parma e Cremona all’indomani dell’emergenza, a partire dal ponte Casalmaggiore-Colorno».

All'incirca nelle stesse ore, all'incontro di Casalmaggiore – presente anche il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni e una delegazione della sponda parmense guidata da Fausto Salvini – sono stati elencati i disagi che persistono negli attuali collegamenti tra le due sponde. A preoccupare cittadini e pendolari è il silenzio nel quale sono passati gli ultimi dieci giorni. Il timore di tutti è che, con le feste natalizie alle porte, non si muova nulla sino a metà gennaio. «I soldi, stanziati, che sarebbero dovuti arrivare – è così entrato nel dettaglio Antonini – non sono ancora nella disponibilità della Provincia di Parma e finché questo non accadrà sarà impossibile procedere con tutta una serie di atti tecnici che portino alla progettazione e all’inizio dei lavori. Affinché questo avvenga deve essere convocata al più presto la Conferenza Stato-Regioni che dovrebbe dare un parere consultivo sul trasferimento: come Comitato solleciteremo i comuni di Colorno e Casalmaggiore affinché questo passaggio sia richiesto. A metà dicembre si era parlato dell’inserimento di 11 nuove corse della linea ferroviaria Parma-Brescia. In realtà sono state inserite 5 corse in orari per nulla interessanti per chi si sposta per lavoro o per ragioni di studio. Il nuovo orario ha anticipato le partenze e dilatato i tempi di percorrenza facendo saltare molte coincidenze con altri treni o bus alla stazione di Parma. Durante la manifestazione di protesta a Colorno di sabato scorso l’onorevole Giuseppe Romanini si è detto sicuro del termine dei lavori di riparazione dell’attuale ponte entro ottobre 2018, ma non si è assunto impegni invece sul tema ferrovie essendo la tratta Parma-Brescia gestita da Trenord e, quindi, di competenza lombarda».

Tra le proposte avanzate durante l’incontro quella di Alessandro Rosa: «Proporrei di compiere un rilevamento puntuale dell’utenza che ogni giorno utilizza la stazione di Casalmaggiore. Secondo un algoritmo di Trenord ci sono solo 230 utenti al giorno, un dato che noi abbiamo smentito con un censimento compiuto tra ottobre 2015 e marzo 2016 raggiungendo quota 500 utenti giornalieri. Si era però prima della chiusura del ponte per cui oggi l’utenza è decisamente aumentata: solo per il treno delle 7.15 a Casalmaggiore ci sono più di 200 persone. Poter dimostrare gli attuali numeri potrebbe servire per ottenere un miglioramento della linea».

Poco appeal avrebbe invece l’istituzione di una class action che, a fronte di un notevole lavoro sul piano burocratico per intentare una causa, porterebbe, come dimostrano casi precedenti, ad un rimborso minimale per gli utenti.

Il Comitato sta poi studiando, insieme a Legambiente, una proposta di incremento mirato dei collegamenti ferroviari in modo da coprire alcuni buchi come un treno che intorno alle 6.30 parta da Casalmaggiore verso Parma e altri che colleghino il Parmense al Casalasco intorno alle 7 e uno spostamento dell’ultimo treno da Parma verso Casalmaggiore che, partendo attualmente alle 20.13, è inutilizzabile per chi finisce il turno di lavoro alle 21.

Il sindaco di Casalmaggiore Bongiovanni ha confermato l’impossibilità di vedere riconosciuto lo stato di emergenza per la vicenda ponte e ha aperto uno spiraglio affinché possano essere previsti, a livello regionale, degli sgravi per le attività commerciali con vendita al dettaglio.