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IL CASO

Palanzano, guardia medica trasferita a Lagrimone

di Beatrice Minozzi -

29 dicembre 2017, 10:37

Palanzano, guardia medica  trasferita a Lagrimone

PALANZANO

Parla di «involuzione dei servizi in montagna» Carlo Montali, l’ex sindaco di Palanzano che lancia l’allarme per il decentramento del servizio di guardia medica da Palanzano (a servizio della popolazione palanzanese e monchiese) a Lagrimone. Sarà effettivo solo quando entrerà in funzione «LAgriSalute», il progetto che porterà a Lagrimone una Casa della Salute nella quale convergeranno servizi socio-sanitari per un bacino di quasi ottomila utenti di Tizzano, Palanzano, Monchio e Neviano.

Si tratta di una struttura - nata dall’accordo tra i comuni coinvolti, l’Usl, la Croce Rossa e l’Avis grazie ad un finanziamento nell’ambito del Psr cofinanziato da Fondazione Cariparma, Comune di Tizzano e Avis - che ospiterà i servizi di salute donna, pediatria e malattie croniche, ma anche il servizio di emergenza urgenza, con una guardia infermieristica specializzata in emergenza nei feriali diurni e una guardia medica di emergenza territoriale h24 nei festivi e prefestivi, oltre che dalle 20 alle 8 nei giorni feriali, con un’automedica. «Questo, però, a discapito degli abitanti delle terre alte - afferma Montali -, e in particolare quelli di Palanzano e Monchio, che vedranno allontanarsi il servizio di guardia medica. Pensiamo ad esempio alle persone che abitano a Valcieca, Vacciatica, Rigoso, Aneta, Casarola, Pianadetto: per queste frazioni il decentramento significa almeno raddoppiare i tempi di intervento. Mi sento in dovere di contestare questa scelta. La guardia medica, infatti, rappresenta un servizio acquisito della massima importanza, che si sviluppa su un vasto territorio che presenta disagi di trasferimento tipici della montagna».

Montali porta poi un esempio: «Alcuni giorni fa abbiamo vissuto l’emergenza vetroghiaccio, con strade interrotte e viabilità in ginocchio. In un caso come questo, se la guardia medica fosse decentrata, i tempi di risposta effettiva alla chiamata potrebbero raddoppiare, se non addirittura render impossibile l’arrivo del medico». L’ex sindaco si dice poi stupito che nessuno dei sindaci interessati dal riordino del servizio si sia schierato contro questa razionalizzazione «assecondando le ragioni della politica senza ascoltare quelle dei cittadini. La presenza della guardia medica sul territorio offre tranquillità agli abitanti, pertanto ritengo sia importante riesaminare attentamente e con responsabilità la questione, chiedendo di mantenere il servizio sul territorio. La nostra montagna avrebbe bisogno che fossero integrati i servizi sanitari locali - conclude - ed in particolare inserire il servizio pediatrico per Palanzano e Monchio, vista la presenza di oltre trenta bambini che frequentano le scuole materne, e nello stesso tempo il servizio prelievi (ridotto) evitando spostamenti inutili agli anziani».