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Furto di gioielli a Palazzo Ducale: spariti alcuni dei tesori dei Maharaja

03 gennaio 2018, 15:41

Furto di gioielli a Palazzo Ducale: spariti alcuni dei tesori dei Maharaja

Alcuni gioielli della mostra «Tesori dei Moghul e dei Maharaja», ospitata a Palazzo Ducale a Venezia, sono stati rubati stamane da una teca. L’allarme è scattato intorno alle 10. Sul posto la polizia. I monili avrebbero un valore di alcune decine di migliaia di euro. Secondo le prime informazioni a forzare la teca sarebbero state due persone, una che ha agito direttamente, e l’altra che lo copriva. E’ quanto emergerebbe dalle riprese della video sorveglianza.
Chi ha forzato la teca si è impossessato, infilandosi il tutto in tasca, almeno una spilla in oro e forse un paio di orecchini per un valore al momento stimato in 30 mila euro.
Sono - secondo quanto si è appreso - opere minori rispetto al corpus della collezione. Acclarato che il sistema d’allarme ha funzionato ma che la reazione della sorveglianza, complice, il numero delle sale e il fatto che gli autori del furto si siano mescolati alla folla non è riuscita a intercettare i malviventi.
In attesa che giungano gli esperti da Roma sul posto sono al lavoro le volanti della polizia giunte per prime mentre l'indagine è affidata alla squadra mobile.

Oltre 270 capolavori per raccontare cinque secoli di arte orafa legata, per origine o ispirazione, al subcontinente indiano. E’ intitolata 'Tesori dei Moghul e dei maharajà la mostra, promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, che è stata presa d’assalto oggi dai ladri, che hanno depredato una teca rubando gioielli del valore di migliaia di euro. 

Presenta, per la prima volta in Italia, una selezione di preziosissimi oggetti, realizzati tra il XVI e il XX secolo e conservati nella collezione dello sceicco Hamad bin Abdullah Al Thani, membro della famiglia reale del Qatar. Tra i pezzi in mostra nella sala dello Scrutinio gemme leggendarie, gioielli e pietre preziose. La rassegna era stata inaugurata il 9 settembre e chiude stasera. E’ curata dal conservatore capo della raccolta, Amin Jaffer, e da Gian Carlo Calza, con la direzione scientifica di Gabriella Belli, che hanno dato vita ad un percorso in grado di condurre il visitatore alla scoperta di gioielli indiani e diamanti carichi di storia ed espressione di quella millenaria civiltà.
Il punto di partenza storico della mostra è lo stile di corte dei Moghul (1526-1858), la dinastia timuride fondata all’indomani della conquista di gran parte dell’India settentrionale per mano di Babur (1526). La corte Moghul divenne da subito l’epicentro di uno stile peculiare, destinato a diffondersi in tutta l’India. In particolare è ai regni del quarto e del quinto imperatore Moghul che si deve la cosiddetta età dell’oro, durante la quale i gioiellieri crearono opere meravigliose che con gemme di qualità eccezionale fondevano arte e cultura d’Oriente e Occidente. Con il declino del regno, seguito da un periodo d’instabilità politica e dal colonialismo britannico di metà del Settecento, la committenza dell’alta gioielleria passò ai governanti degli Stati sorti sulle ceneri dell’impero Moghul: fossero essi maharaja, nawab o nizam.
Ricchi e dai gusti sempre più occidentalizzati, furono loro a commissionare lavori a rinomate maison europee, prima fra tutte Cartier. E’ così che instillarono nuova vita nella gioielleria: antiche gemme montate in composizioni moderne e la creazione di un nuovo stile, frutto dell’incontro tra le tradizioni indiane e la cultura orafa dell’Occidente.