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il caso

Sacchetti bio, Boschini: "La soluzione potrebbe essere la retina riutilizzabile"

04 gennaio 2018, 17:50

Sacchetti bio, Boschini:

La definiscono "una guerra inutile di cui avremmo fatto volentieri a meno" e in cui l'unico tema a sparire è quello dell'ambiente. Anche l’Associazione Comuni Virtuosi interviene nel dibattito sui sacchetti bio a pagamento per gli acquisiti di frutta e verdura.
"La nostra associazione presidia da tempo il tema del consumo eccessivo di shopper monouso e precisamente dal 2009 quando lanciammo la storica campagna Porta la Sporta che ha coinvolto complessivamente nelle quattro edizioni della sua “Settimana Nazionale della Sporta” oltre 23 sigle della grande distribuzione - scrive il coordinatore Marco Boschini, colornese -.
L’approccio che abbiamo scelto, e mantenuto nel tempo nei riguardi di tutti i soggetti destinatari delle nostre proposte, sia che si trattasse della Distribuzione Organizzata che di aziende, è sempre stato di tipo propositivo e collaborativo, anche se questa scelta non ha sempre pagato. Infatti la maggior parte delle nostre proposte rimangono ancora ora in attesa di essere recepite". Il riferimento è, in particolare, alla proposta lanciata alla grande distribuzione ormai sette anni fa di affiancare un’opzione riutilizzabile al sacchetto ortofrutta monouso con l’iniziativa “Mettila in rete”.
"Quando siamo venuti a conoscenza di questo provvedimento abbiamo avuto le nostre perplessità, sia nel metodo rispetto al modo in cui si è arrivati all’approvazione di una legge senza aver consultato i soggetti portatori di interesse, che nel merito di come è stata scritta. Come associazione avremmo fornito volentieri il nostro contributo sulla base dell’esperienza e delle conoscenze anche internazionali maturate sul tema, ma non ne abbiamo avuto l’occasione. 
Questo è un peccato perché, probabilmente, si sarebbe potuto prevenire una polemica che ha assunto i toni di una campagna elettorale. E in queste sterili contrapposizioni chi finisce in secondo piano e viene delegittimato è proprio l’ambiente".
L'associazione - di fatto - ha ritenuto il provvedimento "ambientalmente efficace a condizione che potesse portare ad una riduzione del consumo di sacchetti usa e getta, seppur in bioplastica compostabile, in linea con la gerarchia europea di gestione dei rifiuti che indica nella prevenzione e nel riuso l’opzione ambientalmente più efficace. Siamo invece favorevoli ad una disincentivazione economica di tutte le tipologie di sacchetti usa e getta e/o all’incentivazione degli acquisti a basso impatto di imballaggio o a zero imballaggio attraverso il riuso dei contenitori. Ci siamo quindi augurati che con l’entrata in vigore del provvedimento l’iniziativa di cui siamo stati precursori, e che la Coop Svizzera ha inaugurato da un paio di mesi nei suoi punti vendita con ottimi risultati, trovasse finalmente terreno fertile presso la GDO e i suoi clienti.
Abbiamo proposto alla GDO di sviluppare con la nostra collaborazione un modello di sacchetto riutilizzabile a filiera corta che potesse essere prodotto in Italia a partire da filati in poliestere o nylon post consumo prodotto da aziende italiane.
Infine abbiamo invitato la GDO ad allentare la rigidità dei loro regolamenti sull’esempio di Coop Svizzera che permette ai suoi clienti di mettere più referenze nello stesso sacchetto e a trovare delle soluzioni per permettere ai propri clienti di usare meno imballaggio in tutti i settori.
Questi sono gli argomenti sui quali ci piacerebbe discutere razionalmente con tutti i portatori di interesse e i Ministeri competentidai quali si stanno attendendo chiarimenti in modo che il tema della prevenzione dei rifiuti da imballaggio torni ad essere l’obiettivo di questo e futuri provvedimenti a carattere ambientale".?