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Il caso

«Picchiata dal tassista»: e oggi la donna ha sporto querela

05 gennaio 2018, 06:02

«Picchiata dal tassista»: e oggi la donna ha sporto querela

Laura Frugoni

«Un cretino di tassista mi ha ridotto così», ha scritto Angela da Collecchio ieri mattina sulla sua pagina Facebook. Il selfie allegato punge più delle parole: la sua faccia tumefatta spicca su un orizzonte ospedaliero, bende e cerottone sul naso gonfio. Angela è conosciuta, ha lavorato in Comune a Collecchio per più di trent'anni: sotto il post piovono i commenti degli amici virtuali (tanti volti conosciuti): l'indignazione cresce. L'effetto valanga-social inevitabile. Doveroso rintracciarla, cercare di capire. Che è successo, che motivo avrebbe avuto l'autista di ridurla così? Non voleva farmi la ricevuta, ha spiegato lei sul grande fratello Fb. Basta così poco per trasformare un taxi driver in un uomo che picchia le donne? La voce arriva stanca: «Ora sono a letto, ho un gran mal di testa... ho passato tutta la notte al pronto soccorso. Ieri sera ero andata a cena in città con le mie amiche al ristorante Parmigianino, vicino al Barilla Center. Intorno a mezzanotte il personale del ristorante ha avuto la cortesia di chiamarmi un taxi. E' arrivato: “dove la porto signora?”. Ha impostato il navigatore con il mio indirizzo di Collecchio e siamo partiti. Per tutto il tragitto è rimasto in silenzio: nemmeno una parola, ma può capitare, non è obbligatorio fare conversazione». E una volta arrivati a destinazione? «Ho chiesto quant'era l'importo della corsa, mi ha risposto “30 euro”. Sono scesa e ho cominciato a frugare nella borsa per cercare i soldi. E' sceso anche lui, ha anche allungato una mano per aprirmi la portiera. L'ho preso come un gesto di gentilezza. “Mi fa la ricevuta?”. Per tutta risposta mi ha preso per i capelli, strattonandomi. Sono scivolata e mentre ero già a terra mi ha dato due pugni in testa. Uno dei colpi mi ha spostato gli occhiali e con il telaio mi sono ferita: un taglio sopra il naso. Per un attimo sono rimasta imbambolata, mi sanguinava il naso. Ho cominciato a urlare, ma ormai anche se uno urla non esce nessuno. Allora ho chiamato mio cugino che abita a trecento metri da lì: lui mi ha accompagnata al pronto soccorso». Il tassista dov'è finito? «E' salito in macchina velocemente e se n'è andato». Dal Maggiore è uscita che quasi albeggiava. «La dottoressa mi ha fatto fare una lastra, temeva che ci fosse una frattura al naso e invece per fortuna non s'è rotto niente». Oggi ha fatto quello che aveva annunciato: sporgere querela ai carabinieri, «anche se lui sicuramente darà un'altra versione, dirà che non volevo pagare o magari perfino che gli ho fatto delle avance. Qualsiasi cosa dica, io parto dal principio che le persone non si picchiano. Mai».

Fin qui quel che racconta Angela. Brutta storia: inevitabile che il caso lievitasse in poche ore fino ad arrivare anche all'orecchio dei carabinieri della stazione collecchiese: il referto stilato dai medici è tutto sommato lieve, non di quelli per cui l'indagine parte d'ufficio. Ma gli uomini dell'Arma, dopo varie telefonate a vuoto, ieri pomeriggio sono andati a suonare al campanello di Angela. Lei ha assicurato che questa mattina si presenterà in caserma con la denuncia. Un tassista che picchia una donna? Si può immaginare l'effetto-deflagrante sullo stuolo di colleghi al volante. Un taxi driver di Collecchio s'è fatto vivo per chiarire quel che più gli preme: «L'uomo di cui parla Angela non sono io. I tassisti di Collecchio non c'entrano con questa storia, mi sembra giusto precisarlo visto che la gente ha già cominciato a chiamarci». Già, il conducente su cui Angela punta il dito lavora in città. La chiamata dal ristorante è stata fatta al Radio Taxi Parma, per cui rintracciare il numero della vettura che ha risposto alla chiamata dev'essere stato semplicissimo.

Roberto Ravasini, il presidente del consorzio taxisti parmigiani, per qualche ora rimane irrintracciabile. «Non parla con i giornalisti», ripetono al centralino. Poi ci ripensa e si fa vivo: «Io non so bene come si sono svolti i fatti, per questo avrei preferito non entrare nel merito...». Con il tassista sotto accusa avrà parlato. «L'episodio lo conosco in parte. Mi risulta che la signora non volesse pagare... il tassametro dava più di trenta euro, lei voleva pagarne solo venti. Poi nemmeno quelli. Da quel che so è caduta... mi sembra che non ci veda neanche tanto bene». Versioni opposte sul saldo della corsa: Angela dice di avergli dato trenta euro (e niente ricevuta), il driver a Ravasini ha detto di non aver preso un cent. Ma il punto vero è un altro: c'è stata una colluttazione? L'uomo ha alzato le mani, ha spintonato Angela? E' trapelato che in questi giorni il tassista ha avuto un grave lutto familiare: non scuserebbe un'eventuale intemperanza, ma forse contribuirebbe a spiegare. Sulla domanda più spinosa Ravasini si mantiene cauto: «Non mi risulta, ma qui ognuno ha la sua verità. Noi teniamo soprattutto a tutelare l'immagine del consorzio: l'efficacia del servizio e la tutela del cittadino sono fondamentali. Tante volte ci capita di accompagnare a casa donne sole. Ci impegniamo a fare chiarezza anche come cda: ci riserviamo di approfondire la questione».

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