Sei in Archivio

NUOVO ANNO

Dalla sicurezza alle opere pubbliche: le cinque sfide di Parma per il 2018

05 gennaio 2018, 06:03

Dalla sicurezza alle opere pubbliche: le cinque sfide di Parma per il 2018

POLITICA

Stefano Pileri

La data sul calendario è già cerchiata in rosso: 4 marzo. Le elezioni saranno sicuramente l’evento clou del 2018 per la politica nazionale e parmigiana. Sbrigata nel 2017 la pratica delle Comunali con la riconferma di Federico Pizzarotti, la battaglia politica si giocherà tutta nei prossimi due mesi sulla scelta dei parlamentari da mandare a Roma. Una buona fetta di ambizioni, carriere e progetti sono in ballo in questi sessanta giorni. Prima con la scelta delle candidature, che sta già entrando nel vivo, e poi con il voto. Questa volta il Pd ha deciso di non fare le primarie. La volta scorsa aveva fatto il pieno alle elezioni. I tre parlamentari parmigiani uscenti (i deputati Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini e il senatore Giorgio Pagliari) sono tutti del Partito democratico e hanno già annunciato la loro disponibilità per una ricandidatura. Sono al primo mandato e quindi non ci sono problemi di deroghe. Ma non è detto che si liberi un posto per tutti e tre nei collegi uninominali e nei listini proporzionali. Si vedrà. Il nuovo sistema elettorale prevede infatti il ritorno dei collegi uninominali. Rispetto a quelli che avevamo sperimentato dal 1994 al 2001 saranno più grandi: i collegi per la Camera sono due, uno comprende la città e una parte consistente della Bassa Est, l’altro tutto il resto della provincia, Fidenza, Salso, la bassa Ovest, tutta la zona collinare e l’Appennino. Per il Senato questa parte del Parmense finisce insieme con la provincia di Piacenza, mentre la città e il resto della Bassa vanno in un collegio che comprende anche buona fetta della provincia di Reggio. Mix complicato. Si vedrà chi saranno i prescelti dalle varie colazioni per le quattro sfide, ma – ancor prima di vedere i nomi in campo – si può affermare che tutte le partite si annunciano combattute. Nel Parmense, sulla carta, i principali schieramenti (Centrodestra, M5S e Pd) sembrano vicini e le previsioni sono molto incerte. Così come è difficile prevedere il risultato che otterrà la lista Liberi e uguali. Fra i bersaniani ci sono nomi di peso del passato (più o meno recente) della sinistra parmigiana. In tutti casi, a meno di candidati paracadutati da fuori, è probabile che la pattuglia dei parlamentari parmigiani uscirà rinforzata almeno sul piano numerico rispetto all'ultima legislatura quando era arrivata al numero minimo storico dell'era repubblicana. Dopo le politiche, probabilmente in giugno, ci sarà la parentesi delle elezioni amministrative che quest’anno riguarderanno due comuni parmensi, Salsomaggiore e Solignano. Ma dal 5 marzo inizierà anche la lunga marcia di avvicinamento alle elezioni Regionali previste per il 2019. Effetto Parma, il movimento del sindaco Pizzarotti, ha già annunciato che non farà da spettatore. Sarà della partita ed è molto probabile che si allei con Bonaccini e il Pd. Tutto starà vedere se Pizzarotti deciderà di candidarsi in prima persona, magari come vice del governatore uscente, e quindi di lasciare il Municipio prima della scadenza del mandato. Ma per saperlo bisognerà aspettare il 2019.

SICUREZZA

Roberto Longoni

Difficile risolvere a Parma un problema dalle radici lontane. Mancano le risorse per un controllo del territorio capillare quanto si vorrebbe. Impietoso il confronto con il passato della nostra città (tra l'altro alle prese con emergenze meno macroscopiche) e con il presente di realtà vicine. Un capitolo dolente che nei prossimi giorni si arricchirà di una lettera inviata dall'assessore comunale alla Sicurezza al ministro degli Interni. Cristiano Casa chiederà un incontro urgente a Marco Minniti, per ottenere rinforzi per la sicurezza dei parmigiani. Non solo. Si spera anche nel via libera a nuove assunzioni per la Polizia municipale. L'obiettivo è garantire pattuglie 24 ore al giorno (presto dovrebbe partire anche il turno della notte) e di essere più vicini ai cittadini, nei quartieri nei quali l'illegalità di strada sembra più diffusa. L'apertura di un distaccamento a San Leonardo sembra dare i suoi primi frutti. Il Comune sta valutando la possibilità di fare altrettanto in centro e in Oltretorrente. Ma si possono avere a disposizione tutti gli uomini che si vogliono, per fare tutte le retate che si vogliono, tuttavia in mancanza di leggi adeguate, ogni operazione non sarà che una puntata di un guardie e ladri destinato a riportare sempre allo stesso punto di partenza. Servono nuovi strumenti: pene certe ed espulsioni effettive. Non si può costruire la sicurezza su fondamenta di carta straccia. Oggi, quasi sempre gli allontanamenti dal nostro Paese sono solo teorici. Le nostre strade sono «presidiate» da una folla di individui, spesso intenti a spacciare (privi di documenti, non possono nemmeno ambire a un mestiere onesto) a volte tutt'altro che innocui, che dovrebbero essere fuori dai nostri confini. Non sempre è colpa dell'italico pressapochismo, se li troviamo «di pattuglia» sotto casa con la dose di pronto spaccio nascosta in un'aiuola. Spesso sono i loro stessi Paesi d'origine a non volerseli riprendere: meglio che restino in Italia, problemi in meno e fonti di rimesse in più. Il capitolo controllo del territorio, comunque, non vede protagoniste solo le divise. Molto può essere fatto dai cittadini. La «vita civile» rende meno appetibili strade e piazze per chi sbarca il lunario in modo disonesto. Anche la cultura fa prevenzione. Per questo, il Comune ha intenzione di replicare in altri quartieri le iniziative che hanno avuto come palcoscenico l'Oltretorrente. Nel «cartellone» della sicurezza ci sono opere e concerti anche in periferia, in San Leonardo. Anche il commercio è strategico. Così, si sta pensando di rendere gratuite le soste brevi nelle vie e nelle piazze che ospitano commercio di vicinato. Il viavai di clienti aiuterebbe i negozi e il controllo del territorio. Resta il problema delle zone prive o quasi di negozi, come viale Vittoria. Qui, i cittadini hanno formato il comitato Oltretutto Oltretorrente, per dare vita a camminate, biciclettate, giochi... Una pacifica controffensiva, per strappare il quartiere agli spacciatori e, al tempo stesso, per recuperare un senso di vicinanza. Con il Comune, il comitato ora sta verificando anche la possibilità di installare cartelli che ricordino a pusher e clienti dello sballo quanto la loro presenza sia sgradita. Sarà fondamentale non lasciare soli questi cittadini. La loro battaglia è per il futuro della vivibilità di tutta Parma.

GRANDI OPERE

Gian Luca Zurlini

Il 2018 appena iniziato si presenta come un anno di sfide importanti per Parma e il suo territorio in termini di infrastrutture. Dopo l’anno elettorale sarà in particolare il comune di Parma a dover concretizzare le questioni rimaste aperte sul tavolo. Passata ormai da tempo la fase dell’emergenza dei conti, il sindaco Pizzarotti e la sua squadra avranno come primo problema il futuro dell’aeroporto Verdi. Anche se il Comune è azionista di minoranza, la chiusura della struttura rappresenterebbe un’evidente smacco per la città non privo di conseguenze in prospettiva futura. E dunque è evidente che proprio il sindaco dovrà cercare in tutti modi possibili di scongiurare questa eventualità. Il 2018, poi dovrà essere l’anno in cui si arrivi almeno a una fase di progetto definito per interventi viabilistici come il bypass di San Prospero e la circonvallazione di Corcagnano. Il recente stanziamento del Governo sui progetti per la riqualificazione delle periferie ha portato alla città fondi cospicui. Ora però viene il difficile: dalle carte si deve passare ai fatti e in quest’anno vanno posti i presupposti perché nel 2019 si dia il via ai cantieri: Ospedale Vecchio, ex Cral Bormioli, rifacimento di piazzale Pablo sono alcuni degli interventi per i quali non ci dovranno essere ritardi. Ma nel 2018 si dovrà dare il via anche alla risistemazione degli spazi dell’ex Csac di VI's Palermo. Anche qui i fondi sono già disponibili e dunque si deve passare alla fase del cantiere, anche perché l’attuale situazione di provvisorietà non è più accettabile va data continuità alla felice esperienza del workout Pasubio. C’e poi la sfida delle infrastrutture, che sono in una condizione emergenziale. E qui a fare la propria parte deve essere la Regione. In particolare, è urgente che si rendano disponibili i fondi per i due ponti sul Po di Ragazzola e di Colorno. E se per quest’ultimo, chiuso da mesi, i tempi saranno comunque lunghi, è invece inaccettabile che da più di sei mesi si stiano attendendo i finanziamenti per i lavori di competenza della provincia di Parma per togliere il senso unico alternato a Ragazzola. Ma la Regione dovrebbe anche finalmente portare avanti il progetto per il nuovo ponte sull’Enza a Coenzo che darebbe un'alternativa all’imbuto di Sorbolo e consentirebbe anche di utilizzare quel tratto di Cispadana che arriva a Casale di Mezzani e che da quasi un decennio è un’inutilizzata cattedrale nel deserto. Infine, due annotazioni su opere di cui si sono perse le tracce: il nuovo ponte della Navetta, per il quale c’e già stato anche l'appalto ma che, a ormai più di 3 anni dall’alluvione del Baganza, non ha ancora visto avviare il cantiere, di competenza statale. E, da ultimo, al nuovo Governo andrebbe richiesto il rifinanziamento del tratto Parma-Vicofertile della Pontremolese, opera utile per liberare la città da una ferrovia e in prospettiva anche per sviluppare quel trasporto ferroviario di cui tutti parlano, ma di cui, almeno a Parma, pochi si ricordano quando è tempo di passare dalle parole ai fatti.

CULTURA

Katia Golini

Parma in corsa per il titolo di Capitale italiana della cultura nel 2020: è questa la grande sfida che ci attende e il 2018 sarà ambasciatore del verdetto. Il Mibact è in grande ritardo, ma la città incrocia le dita in silenzio, fiduciosa che sia la volta buona. Messi in conto tutti i rinvii possibili, presto sapremo se ce l'abbiamo fatta. Il giorno «X», come da regolamento, dovrebbe essere il 31 gennaio, ma i termini fissati potrebbero slittare. Il ministero guidato da Dario Franceschini non ha ancora nemmeno comunicato la decina delle città finaliste, selezionate tra le 46 (tra cui anche le nostre vicine Reggio e Piacenza), che hanno presentato la candidatura (avrebbe dovuto farlo entro il 15 novembre 2017). E' metà settembre quando arriva la notizia che il dossier «Parma 2020» è pronto. Uno scrigno di idee scoppiettanti e preziosissime. L'assessore Michele Guerra, da poco entrato in carica, ha fatto i salti mortali, ma è riuscito nell'impresa: elaborare il piano e compattare intorno al progetto decine di istituzioni cittadine, associazioni culturali e singole persone. Parma si mobilita unita e la documentazione richiesta viene depositata entro i termini fissati dal bando ministeriale. Siamo ufficialmente in gara. L'entusiasmo è al massimo, il sogno realizzabile. «La cultura batte il tempo», il claim della candidatura, che mette al centro contemporaneità e storia di Parma, grazie a 32 progetti specifici dedicati all'arte, alla letteratura, alla storia e alla musica. Il progetto fa leva sulla «forza centripeta della cultura» (come detto da Guerra più volte) e la sua capacità di arrivare in ogni quartiere, senza dimenticare il valore dei distretti socio-culturali, come Ponte romano, distretto della musica e Wopa. Illustri i testimonial dell'iniziativa. Il comitato scientifico che sostiene Parma 2020 brilla grazie ai nomi di Bernardo Bertolucci, Giulia Ghiretti, Anna Pirozzi, Elisabetta Pozzi, Franco Maria Ricci, Giacomo Rizzolatti e Massimo Spigaroli. Vincere è l'obiettivo. Non tanto per una questione di finanziamenti. Un milione di euro assicurato non è poco, ma nemmeno tantissimo. E' piuttosto una questione di orgoglio, un'opportunità di aprirsi al mondo, di farsi conoscere, di richiamare sempre più turisti ad ammirare i nostri tesori d'arte e storia, di rafforzare il «brand Parma» mettendo in campo tutte le sinergie possibili. Eccola dunque la sfida dell'anno sul fronte cultura. Un'occasione che speriamo davvero di non perdere.

SPORT

Paolo Grossi

Inutile girarci intorno o mascherarsi dietro la proverbiale scaramanzia dell'ambiente: la grande sfida sportiva del 2018 per la nostra città è la serie A del calcio. Il Parma ha affrontato la B da neopromossa, ed è reduce da due promozioni consecutive, avendo attraversato in due stagioni la D (dov'era risorto dopo il fallimento) e la Lega Pro. I crociati a metà stagione sono quinti, e al momento è questo il piazzamento che meritano. La classifica è corta, le prime due salgono direttamente in A, per le altre sino all'ottava ci sarà la corrida dei play-off. Chi sta davanti ha mostrato di avere qualcosa di più, nel gruppone ci sono altre squadre ambiziose. Insomma, non sarà facile, e infatti nessuna squadra nella storia del calcio italiano è mai passata in tre anni dai dilettanti alla massima serie. Ma proprio questa è la sfida che sfrucuglia tutta la piazza: realizzare qualcosa di inedito, tornare a far parlare di Parma in tutto il mondo per un miracolo sportivo e non per crac finanziari. Naturalmente ora che la maggioranza delle quote societarie è passata in mani cinesi, ci sarà da fare i conti con le intenzioni e le disponibilità dei nuovi patron. John Lizhang è rimasto molto nel vago quando interpellato in proposito, e d'altra parte non potrà avere approfondite conoscenze del panorama tecnico della serie B. Per questo si affiderà al diesse Faggiano e allo staff tecnico ma alla fine, quando ci sarà da stabilire se pagare X o Y per Tizio o Caio, l'assenso dovrà darlo lui. Quindi basteranno poche settimane e dal tipo di mercato che il Parma riuscirà a svolgere in gennaio avremo una prima, fondata idea di quale potrà essere il futuro del club. Che ovviamente dipenderà dai risultati sportivi, sempre aleatori, ma che dovrà basarsi su una compagine societaria solida e presente al fianco della squadra. La permanenza, sia pur al 30%, dei soci di Nuovo Inizio, cioè coloro che hanno fatto ripartire la macchina-Parma, è una garanzia per i tifosi. Tra le sfide del 2018 mettiamo anche l'acquisizione del centro sportivo di Collecchio, un patrimonio che il Parma Calcio 1913 sta per ora gestendo, e anche bene, su mandato dei curatori, senza averne però la proprietà dopo che varie aste sono andate deserte. Centrare la serie A sarebbe il culmine, l'apice per una Parma vista come piramide sportiva. Ovviamente però tutti movimenti, le società, i singoli praticanti, hanno un sogno, un obiettivo da centrare per il 2018. Nel rugby per esempio seguiamo con apprensione il destino delle Zebre, una realtà importante, di livello euroepo, che forse nel Ducato non tutti hanno saputo apprezzare. Nel baseball sarebbe bello tornare almeno a disputare i play-off col Parmaclima. Ci sono società che cercano una sede, altre che vorrebbero migliorarla. Alla fine ci vien da dire che la più importante sfida del nuovo anno sarà lavorare tutti, dalle istituzioni, alle società, agli atleti, nella direzione di una più matura cultura sportiva. Si tratta di capire che lo sport può migliorare la persona, a partire dal suo vivere a scuola o in famiglia. La pratica venga prima del tifo e del divano e tutto quello che potrà incrementarla e agevolarla sarà un seme ben speso.

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal