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lieto fine

L'escursionista salvato: «Conosco bene la montagna ma stavolta ho fatto un errore»

07 gennaio 2018, 06:01

L'escursionista salvato: «Conosco bene la montagna ma stavolta ho fatto un errore»

Matteo Ferzini

«Non potevo sperare di meglio»: è un sollievo quasi euforico, pieno, quello che si fa strada solo poche ore dopo l’angoscia, mentre la tensione man mano va diradandosi. A parlare è Cristiana, la compagna di Corrado, l’uomo ritornato ieri a casa grazie all’aiuto del Soccorso Alpino dopo essere stato disperso per una notte sul monte Bocco. Prima di sapere, alla fine della mattinata di ieri, che l’uomo stava bene e si apprestava a ritornare a valle sulle proprie gambe, Cristiana e tutti i cari di Corrado hanno dovuto affrontare una lunghissima notte di lacrime e di paura: dalla serata di venerdì infatti non era più stato possibile avere alcuna comunicazione dall’escursionista, che dopo essere riuscito ad avvertire il Soccorso Alpino mentre la linea telefonica sull’Appennino andava e veniva, ha dovuto trovarsi un riparo in cui trascorrere la notte.

«Fino alla tarda mattinata di oggi (ieri per chi legge), non è stato possibile avere notizie certe sulle condizioni di salute di Corrado», racconta Cristiana. «E’ stata una notte terribile, d’angoscia». Poi, finalmente, dopo mezzogiorno di ieri i primi, grandi sospiri di sollievo: Corrado è vivo, vigile, e si è già riattivato per ridiscendere la montagna, dopo aver ristabilito il contatto con il Soccorso Alpino e le Forze dell’Ordine. Per trascorrere la notte l’alpinista, esperto ma tradito dalla nebbia e dal calare del buio tra le pareti di numerose cascatelle che discendono il fianco del monte, aveva scelto di ripararsi in una buca del terreno. Durante la mattinata di ieri, l’uomo è stato raggiunto dai volontari del soccorso alpini e accompagnato al campo base, dove è stato sottoposto a visita medica: le sue condizioni sono apparse buone ai soccorritori, al punto da non rendere necessario un ricovero in ospedale.

E’ quindi una storia a lieto fine, quella iniziata con una notte piena di angoscia: mentre la tensione diminuisce e lascia il posto al sollievo, le parole di Cristiana sono principalmente di gratitudine per i soccorritori: «Numerose persone si sono mosse in queste ore, e hanno garantito un servizio e una serietà impeccabili. Sono stati assolutamente fantastici».

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