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Germania: via ai colloqui sul governo, Merkel ottimista

08 gennaio 2018, 14:30

Germania: via ai colloqui sul governo, Merkel ottimista
BERLINO - A Berlino adesso vogliono imparare dal fallimento della coalizione 'Giamaica' e i partiti della Grosse Koalition si sono dati cinque giorni di tempo per capire se potranno entrare nelle consultazioni vere e proprie per formare il governo: giovedì ci sarà l'esito dei colloqui esplorativi iniziati ieri, ha spiegato il segretario generale dell'Spd Lars Klingbeil, comparendo ieri sera davanti alla stampa e sollecitando "un nuovo stile di governo" in Germania. Con questi obiettivi, tre mesi dopo il voto, è iniziato il confronto per una possibile riedizione della cosiddetta 'Groko', la difficile alleanza fra Angela Merkel e Martin Schulz, che potrebbe risolvere il dilemma dell'esecutivo.   La cancelliera vuole stabilità e si dice ottimista, Schulz non vuole "tirare linee rosse" ma spingerà a sinistra, mentre il collega di partito Sigmar Gabriel ha affermato: "L'Europa dovrà stare al centro del prossimo accordo di programma". Non bisogna ripetere l'errore del 2013, ha spiegato il ministro degli Esteri in un'intervista alla tv Ard, quando ci si concentrò di più sulla politica interna e poco sull'Europa: "Fu un mio personale errore", ha aggiunto. "È ora che la Germania dia una risposta alle proposte di riforma di Macron". Il ministro ha ritirato fuori un argomento usato in campagna elettorale: una vera e propria confessione, dal momento che il partito, guidato all'epoca proprio da lui, abdicò completamente sulle politiche europee, cedute ai falchi dell'austerity, pur di portare a casa il salario minimo. Ma il vento è girato da tempo, e i socialdemocratici mirano al ministero delle Finanze, lasciato libero da Wolfgang Schaeuble (per la trattativa poi naufragata coi liberali).   Del resto le pressioni di Emmanuel Macron sul recalcitrante Schulz - che fino a qualche settimana fa voleva restare all'opposizione per curare il partito crollato il 24 settembre al 20,5% dei voti - hanno mostrato quanto sia delicata e interessante per tutti la partita in gioco all'ombra della Porta di Brandeburgo, dove i colori del prossimo governo saranno decisivi per le riforme dell'Ue. Il prenegoziato dovrebbe risolversi dunque rapidamente: i possibili futuri partner vogliono avere un orizzonte chiaro già giovedì, evitando gli errori fatti nel primo tentativo, fra Unione, Verdi e Liberali, fallito dopo un mese di colloqui per l'eclatante passo indietro di questi ultimi.   Cambia vistosamente quindi anche il metodo: il proposito è di bandire dal tavolo i dettagli, perseguendo la sintesi nel più assoluto silenzio stampa. Quindici gruppi tematici di lavoro dovranno elaborare un documento finale di un paio di paginette (erano 60 quelle del testo su cui ha litigato la 'Giamaica'). I negoziatori sono 39, tredici per ogni partito, e ieri si sono già visti dopo un primo incontro fra i leader e i capogruppo parlamentari di Cdu, Csu e Spd.   "Possiamo riuscirci", ha affermato la cancelliera, ribadendo: "La Cdu entra in questi colloqui con l'obiettivo di mettere i presupposti per un governo stabile". Niente esecutivi di minoranza o esperimenti quindi. "Ma c'è un enorme lavoro da fare nei prossimi giorni", ha avvertito. "Parlare di meno e lavorare di più", le ha fatto eco Horst Seehofer, della Csu, il partito bavarese che potrebbe mettere il bastone fra le ruote, impuntandosi soprattutto sui profughi. Venerdì il sostegno fornito a Viktor Orban, invitato a una riunione a porte chiuse dei cristiano-sociali, ha fatto suonare il campanello d'allarme nella Willy-Brandt Haus. Ieri però Seehofer ha usato toni concilianti: "Non vogliamo cancellare il nostro profilo, ma non porremo subito condizioni". A questo tavolo si gioca il futuro degli attuali leader politici tedeschi.  

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