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famiglie

"Rette degli asili invariate? E i fondi statali dove sono finiti?"

10 gennaio 2018, 12:32

Le rette degli asili nido e delle scuole materne comunali nel prossimo anno resteranno invariate: lo ha annunciato ieri il Comune di Parma. Ma non a tutti è suonata come una buona notizia. Sulla questione interviene il Comitato di genitori "Per fare un bambino ci vuole un asilo", ma anche la consigliera comunale di minoranza Roberta Roberti ha affrontato la questione. 

Il Comitato delle famiglie cita l’assessore Regionale al welfare Gualmini, che a novembre aveva annunciato l’arrivo dei 20 milioni di euro stanziati dal Governo per i servizi educativi 0-6 anni. “Per la prima volta il governo colma una lacuna storica investendo finalmente sui servizi per l’infanzia, per sostenere il sistema tariffario contenendo le rette a carico delle famiglie. 
Una vera e propria rivoluzione a favore dei bambini della nostra Regione”, aveva detto. E in base ai calcoli, al contributo statale si sarebbero sommati 7 milioni stanziati dalla Regione, e ripartendo a seconda del numero di bimbi iscritti ai servizi nel parmense sarebbero dovuti arrivare 2,1 milioni di euro.
"A Bologna - scrive il comitato - l’annuncio dello stanziamento è stato seguito da una buona notizia per le famiglie: il sindaco ha annunciato il taglio di tutte le rette. A Parma no. Anche se nessuno aveva promesso a noi parmigiani delle riduzioni, da tempo aspettavamo il trasferimento ai servizi educativi del Comune di quei fondi statali che avrebbero potuto fare la differenza. A Parma, le rette massime dei nidi comunali sono le più alte della regione e sono, spesso, a carico di nuclei dove, semplicemente, entrambi i genitori lavorano, quelli che più necessitano di servizi che consentano la conciliazione tra lavoro ed accudimento. Quelli che più possono contribuire al sostegno del servizio pubblico ma che, sempre più spesso, lo abbandonano a causa dei costi, delle liste di attesa e della poca flessibilità degli orari. Le rette alte, un sacrificio richiesto dal dissesto economico del Comune ci è stato detto a lungo.  Ma ora? Ora che, secondo i nostri amministratori, i conti sono in ordine, ora che lo stato ha stanziato fondi per favorire l’accesso precoce di bambini e bambini ai servizi educativi, a Parma cosa cambierà? La buona notizia sarebbe che non cambi nulla? In questi giorni le famiglie aspettano l’uscita del bando: sarebbe stato un segnale importante una notizia che incentivasse le domande di accesso ai servizi comunali, verso i quali negli ultimi anni si è registrata una progressiva, preoccupante disaffezione".

Anche Roberta Roberti ha voluto sottolineare che "sono stati recentemente stanziati dal MIUR fondi destinati a Parma per l’ammontare di 2.116.160 euro, finalizzati a garantire la riduzione delle tariffe dei nidi e ad implementarne la qualità; in tali finanziamenti non si fa riferimento alle scuole dell’infanzia, in quanto queste dovrebbero essere interamente gratuite per le famiglie. Ne sia prova il fatto che ci sono ancora molti Comuni nei quali non si paga per le scuole dell’infanzia nessuna tariffa e che a Bologna, dove il Consiglio ha recentemente votato il passaggio da un regime di gratuità ad uno a pagamento, è stata avviata una petizione destinata ad assumere rilevanza regionale, firmata in pochissimi giorni da oltre 10.000 cittadini.

"Il Comune - continua la consigliera comunale di minoranza - presenta come un successo che non vi siano stati aumenti nella tariffazione senza ricordare né i finanziamenti stanziati, né il fatto che in particolare per le fasce intermedie di reddito le tariffe dei servizi educativi 0-6 anni sono a Parma tra le più alte d’Italia; in data 22 novembre 2017 sull’argomento è stata presentata dalla sottoscritta un’interrogazione all’assessore Seletti e alla Giunta ed è stata ripetutamente richiesta la convocazione di una commissione dedicata. La risposta dell’amministrazione è stata la cortese richiesta di attendere la disamina della documentazione prima di procedere ad un confronto, richiesta apparsa a suo tempo legittima, ma alla quale poi è conseguita solamente una convocazione della commissione fissata al 15 gennaio, vale a dire il giorno prima dell’uscita dei bandi per Asili e Scuole d’Infanzia.
E’ con profondo rammarico che siamo costretti a constatare che alla nostra disponibilità ed apertura a rinviare la discussione ed il confronto, auspicando la possibilità di arrivare così ad una visione condivisa, la risposta dell’amministrazione è stata quella di rifiutare nei fatti qualunque possibilità di mediazione, visto che sia l’interrogazione che la commissione dovranno accontentarsi di fatto di risposte a giochi ormai chiusi.
A questo punto ed a maggior ragione chiediamo che si renda noto come si intendono utilizzare gli oltre 2 milioni di euro ministeriali, in modo che le tante famiglie gravate dalle rette sappiano quale direzione alternativa abbiano preso i fondi destinati ad alleggerire loro il carico di spesa per i nidi e le scuole d’infanzia dei loro figli."