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13 gennaio

Premio Sant'Ilario, Pizzarotti: "Oggi è il secondo tempo di Parma: renderla europea"

Il santo patrono celebrato con una messa in duomo (Gallery)

13 gennaio 2018, 12:01

Premio Sant'Ilario, Pizzarotti:

Dopo l'esecuzione dell'inno nazionale da parte del coro delle voci bianche della Corale Verdi di Parma, diretto dalla maestra Beniamina Carretta, ha preso la parola il presidente del Consiglio Comunale, Alessandro Tassi Carboni, che ha ricordato la figura di Sant'Ilario da Poitiers, patrono della città di Parma (leggi): "Parma ha un cuore d'oro e dobbiamo conservarlo". Ha poi salutato le autorità della città. Enrico Maletti ha poi letto la poesia di Bruno Pedraneschi, "Il ritorno di Sant'Ilario" e una battuta: "Finalmente abbiamo un presidente del Consiglio comunale con la erre moscia parmigiana". Poi, via alle premiazioni, con gli attestati di benemerenza (leggi: chi sono): San Leo, Paolo Colombo, Gianni e Vittorio Ferrarini, la famiglia Romani, Snupi onlus, Teatro delle Briciole, Svoltare Onlus. Poi, consegna della medaglia d'oro ad Alberto Bormioli: "Complimenti al sindaco, per avere messo sotto occhi della comunità la realtà della Bormioli Luigi, io sono un servitore della causa, che ho: quelli che possiedono la visione, filosofi e politici in gamba come il sindaco e me. E chi possiede la tecnica, ingegneri, tecnici e chimici come e me i tencici della Bormioli. Io sono ingegnere filosofo, valgo doppio. Dedico la medaglia a mio padre, senza di lui non ci sarebbe la Bormioli Luigi. Dedicata a chi ha lavorato per la Bormioli e coloro che invantano il futuro. La vetreria è bella come una cattedrale, viva e ispira. Ha una dignità dinamica: prende decisioni ed è sempre in cammino. La nostra è una storia vincente". Poi, parola al sindaco, Federico Pizzarotti, che ha sottolineato l'importanza del premio prima del discorso: "Oggi si apre una nuova stagione della vita e della politica di Parma, in cui il bilanco vanta un attivo di successi ma registra anche al passivo criticità su cui intervenire. Oggi è il secondo tempo di una sfida aperta cinque anni fa. Nel 2012 abbiamo preso il timone di una città in grande difficoltà: bella, ribelle e battagliera ma vulnerabile e fragile, debole e piegata dai suoi stessi errori. Alla caduta è seguita la volontà di rialzarsi. Quegli anni ci hanno lasciato una maggiore maturità, e parlo di tutti noi. Abbiamo messo in fila i fantasmi di Parma e lo abbiamo affrontati uno a uno: debito pubblico, divario strutturale e arretratezza tecnologica delle scuole, cementificazione selvaggia, crisi del Teatro Regio, lenta dispersione del prestigio della città, isolamento politico e istituzionale. L'obbiettivo del 2018 è fare di Parma una città compiutamente internazionale, laboratorio di modelli all'altezza delle più importanti città d'Europa. Ne siamo all'altezza, per la nosta storia passata e recente e per i talenti che coltiviamo.
Il primo atto è stata la candidatura a capitale italiana della cultura 2020. Se non vinceremo, avremo comunque 32 ambiziose su cui lavorare nel campo della cultura. Ma la cosa più importante è che la città si sia stretta attorno a questa idea, mostrando coesione e maturità.  Invito a dimenticare i litigi della politica e le contrapposizioni a prescindere. Il Comune proporrà riforme a comunciare dal turismo,valorizzando la nostra tradizione ma puntando anche all'innovazione, che è tutta da inventare.
Da oggi e per i prossimi anni saranno almeno due i cambiamenti di Parma: la rigenerazione urbana e la riforma dei servizi e della qualità della vita della città, che da provincia emiliana ambisce ad essere città europea. La rigenerazione sarà visibile apprattutto nelle periferie ma anche tutti i quartieri avranno i loro piccoli cambiamenti. E ci legheremo il ritorno alla vita degli edifici monumentali e dei luoghi della tradizione: ospedale vecchio, cittadella, parco ducale. Per diventate città europea partiremo dalla mobilità: avremo il centro più pedonalizzato, agevolazioni per auto elettriche, limitazioni al traffico più stringenti, incremento delle pise ciclabili intelligenti.
Il sindaco parla poi dei parmigiani: "Le ultime elezioni comunali hanno rappresentato un segnale forte con affluenza bassa. Le cause valicano i confini comunali ma non vogliamo ignorarle. Noi cerchiamo soluzioni. Rispetto alle infiltrazioni mafiose sul territorio, il fenomeno migratorio non pienamente controllato, la microcriminalità negli angoli di alcuni quartieri, l'impptenza e l'arretratezza delle leggi italiani di fronte ai problemi del periodo storico, la mancanza di un tetto per ogni famiglia, il grande conflitto tra occupazione e disoccupazione. La fiducia è essenziale per fare di parma un luogo migliore. La politica deve tornare ad avere il coraggio di fare scelte nette. E di evitare quei populismi che alimentano solo le paure. Parma stia dalla parte della civiltà e mai la dimentichi. Non abbiamo busogno di eroi o di salvatori ma di chi raccoglie una cartaccia per strada, chi si alza per far sedere un anziano sul bus, chi paga le tasse, chi non parcheggia in doppia fila. Abbiamo bisogno del buon esempio".
E cita Gianluca, il ragazzo picchiato "da un vigliacco prepotente" per aver raccolto una carta per strada. 

Il santo patrono celebrato con una messa in duomo (Gallery)

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