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Gran Bretagna

Insulti razzisti a Meghan, bufera su fidanzata del leader Ukip

14 gennaio 2018, 19:51

Insulti razzisti a Meghan, bufera su fidanzata del leader Ukip

Razzismo di strada a piena mani. E' bufera sull'Ukip, formazione euroscettica britannica sprofondata nel nulla dopo la vittoria referendaria sulla Brexit, a causa dei commenti pesantemente offensivi fatti dalla bionda ex modella 25enne Jo Marney, "fidanzata di recente acquisizione" del neoleader del partito, Henry Bolton, niente meno che nei confronti di Meghan Markle: l’attrice americana, figlia di madre nera e padre bianco, destinata a sposare a maggio il principe Harry, secondogenito di Carlo e Diana, e a portare per la prima volta un’iniezione di "sangue misto" nella dinastia dei Windsor.
A fare esplodere la bomba - seguita a stretto giro dalla sospensione di Jo dalle file dell’Ukip - è stato il Mail, tabloid di riferimento di una destra di popolo dalle credenziali certo non impeccabili sul fronte del "politically correct". E tuttavia abbastanza sensibile al rispetto dovuto alla monarchia da scandalizzarsi per quella che viene denunciato in prima pagina come un «vile attacco razzista a Meghan», fatto a colpi di «insulti nauseanti» che coinvolgono ormai la famiglia reale.
Tutto è nato da alcuni messaggi privati, inviati dalla Marney a un amico, nei quali l’ex modella bolla la Markle come «un’afroamericana» che «macchierà» la casa regnante con il «suo seme». E paventa l’ipotesi - in verità remota tenuto conto che Harry è solo quinto in linea di successione al trono, prossimo a diventare sesto con l’arrivo imminente del terzo royal baby del fratello maggiore William e di sua moglie Kate - che possa aprire la strada a un «re nero». Come se non bastasse nei messaggi, scritti a novembre, tre settimane prima d’iniziare la liaison con Bolton, Marney definisce Markle - non è chiaro in base a quale autorità - «una donna dai facili costumi», oltre che «dal cervello piccolo». E, quanto a se stessa, si premura di far sapere che non farebbe «mai sesso con un negro» (sic), giudicando «brutti» gli uomini dalla pelle più scura.
Roba fuori dal mondo persino per gli standard da pub cari al partito dominato a lungo dal padre-padrone Nigel Farage: un partito affidatosi di recente al 54enne ex ufficiale di carriera dell’esercito di sua maestà Henry Bolton, dopo una girandola di cambi al vertice, proprio per darsi una guida relativamente 'moderatà. Di qui la decisione di mettere da parte con effetto immediato Marney, alla quale non è bastato il mea culpa per «lo scioccante linguaggio» e «le offese arrecate», nè il tentativo d’arrampicarsi sugli specchi parlando di messaggi volutamente «esagerati» o «in qualche misura estrapolati dal contesto».
Dentro l’Ukip, i rivali di Bolton in ogni caso non si accontentano e si mostrano sul piede di guerra, in attesa delle «decisioni difficili» annunciate «nell’interesse del partito" dal presidente, Paul Oakden. L’ex numero due Peter Whittle invoca come minimo l’espulsione secca della starlet dello scandalo, mentre Ben Walker, ex concorrente nella corsa alla leadership, va oltre e auspica apertamente le dimissioni di un segretario già criticato per aver dovuto ammettere sotto Natale la relazione con la giovane modella, sulla scia di foto imbarazzanti, e la separazione dalla moglie 42enne, madre dei suoi due figli: «Hai distrutto la tua famiglia - tuona Walker - non distruggere anche la nostra famiglia politica».