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Rischio salmonella, Lactalis ritira latte per neonati in 83 Paesi. "Risarciremo le famiglie colpite"

Ad gruppo, 12 milioni di confezioni. In Francia 35 bimbi colpiti

14 gennaio 2018, 11:33

Rischio salmonella, Lactalis ritira latte per neonati in 83 Paesi.

Lactalis, il primo gruppo mondiale di prodotti caseario-lattieri, ha deciso il ritiro dal mercato in 83 Paesi di «12 milioni di confezioni» di prodotti destinati alla prima infanzia provenienti dalla fabbrica di Craon, nell’ovest della Francia, dopo la scoperta a dicembre di alcuni casi di salmonellosi. Lo ha annunciato l’ad del gruppo francese (che detiene anche Parmalat e Galbani), Emmanuel Besnier, in un’intervista al Journal du Dimanche.
Finora si contano 35 casi di neonati colpiti in Francia, uno in Spagna, mentre un altro in Grecia resta da confermare.
Già a dicembre era stato deciso il ritiro di alcuni prodotti dai supermercati, ma ora la misura si estende a tutte le confezioni, ha spiegato Besnier.

Lactalis risarcirà «tutte le famiglie che hanno subito un danno» dalla contaminazione di salmonella nei prodotti per neonati del gruppo francese. Lo ha detto l’ad, Emmanuel Besnier, in un’intervista al Journal du Dimanche, sottolineando che «secondo il ministero della salute, 35 neonati sono stati male. Ma dall’8 dicembre non c'è stato nessun nuovo caso». Annunciando il ritiro di 12 milioni di confezioni dal mercato di 83 Paesi, Besnier assicura che «la nostra priorità assoluta è la sicurezza totale»

Coldiretti, salmonella, pericolo più diffuso alimenti
In Europa, nell’arco del 2016, sono scattati ben 455 allarmi per la salmonella che è il pericolo per contaminazione microbiologica più diffuso negli alimenti. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sull'ultima relazione annuale sul sistema di allerta rapido degli alimenti e dei mangimi in Europa (RASFF), dopo l’emergenza scoppiata per il latte in polvere della Lactalis che ha annunciato il ritiro di 12 milioni di confezioni a rischio. In particolare, precisa la Coldiretti, 126 casi hanno interessato il pollame, 68 frutta e verdura, 42 i prodotti di altra carne, 20 erbe e spezie, 14 le uova, 13 casi i prodotti della pesca, 6 latte e derivati e ben 113 prodotti per l’alimentazione animale.
La salmonella, continua la Coldiretti, è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche che epidemiche ed è stata segnalata per la prima volta nel 1886, in un caso di peste suina, dal medico americano Daniel Elmer Salmon. La salmonella è presente in natura con più di 2000 varianti ma i ceppi più frequentemente diffusi nell’uomo e nelle specie animali, in particolare in quelle allevate per la catena alimentare, sono S. enteritidis e S. typhimurium. Le infezioni provocate da salmonella si distinguono in forme tifoidee (S. typhi e S. paratyphi, responsabili della febbre tifoide e delle febbri enteriche in genere), in cui l’uomo rappresenta l’unico serbatoio del microrganismo, e forme non tifoidee, causate dalle cosiddette salmonelle minori (come S. typhimurium e la S. enteritidis), responsabili di forme cliniche a prevalente manifestazione gastroenterica. Le salmonelle non tifoidee, responsabili di oltre il 50% del totale delle infezioni gastrointestinali, sono una delle cause più frequenti di tossinfezioni alimentari nel mondo industrializzato. «I principali serbatoi dell’infezione - conclude la Coldiretti - sono rappresentati dagli animali e i loro derivati (come carne, uova e latte consumati crudi o non pastorizzati) e l’ambiente, ad esempio le acque non potabili rappresentano i veicoli di infezione.