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Ue, fake news minaccia per le nostre democrazie

15 gennaio 2018, 21:10

Ue, fake news minaccia per le nostre democrazie
BRUXELLES -  "Le false informazioni si diffondono ad un ritmo inquietante, e minacciano la reputazione dei media, il benessere delle nostre democrazie, e i nostri valori democratici. Per questo dobbiamo elaborare meccanismi per identificare le fake news e limitarne la circolazione. Se non prendiamo misure a livello europeo, il rischio è grande che la situazione si avveleni". Così la commissaria Ue al digitale Mariya Gabriel in occasione della prima riunione del Gruppo di alto livello di 39 esperti, che hanno il compito di elaborare una strategia per combattere contro il fenomeno.   "Analizzeremo vari aspetti - ha evidenziato Gabriel - e quello politico sarà uno di questi. Prenderemo in considerazione i processi elettorali, ma senza che ci si concentri su un caso particolare. Al contrario, grazie a questo gruppo, possiamo portare la riflessione al livello europeo perché vediamo che a livello nazionale la questione preoccupa gli spiriti", ha spiegato la commissaria a chi chiedeva se ci siano preoccupazioni per le elezioni che si svolgono quest'anno in Europa, ed in particolare, per quelle italiane. "La nostra preoccupazione riguarda l'argomento in generale, e quello" delle campagne elettorali in Europa "sarà di certo un aspetto di cui ci occuperemo. Ma non ci concentreremo su una situazione specifica, cercheremo di affrontare il fenomeno in modo multi-dimensionale, cercando di essere al tempo stesso concreti", ha aggiunto Madeleine de Cock Buning, presidente del Gruppo di esperti. Commentando la legge evocata dal presidente francese Emmanuel Macron contro le fake news, Gabriel ha indicato: "mi rafforza perché mostra che c'è bisogno di un approccio europeo, per evitare tutti i rischi di frammentazione. E dimostra anche che tutte le soluzioni devono essere riflettute al meglio, e questo faremo col Gruppo di alto livello, dando spazio alla diversità, alla trasparenza, alla credibilità dell'informazione, perché si possa dare a questo dibattito, un approccio europeo".

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