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IL VINO

"I Grandi Vini di Toscana" di Ernesto Gentili

di Andrea Grignaffini -

16 gennaio 2018, 21:25

Una selezione affettiva. Così potrebbe sembrare, a una veloce occhiata, il bel volume «I Grandi Vini di Toscana» edito da Giunti e firmato da Ernesto Gentili. Ammesso, poi, che la selezione di vini toscani di uno dei più grandi degustatori italiani si possa liquidare in maniera così clinica, crediamo che qualche numero sia d’uopo se non altro per dare un’idea del peso specifico di questa pubblicazione. In questo libro troverete infatti 69 vini, distribuiti su due, tre o quattro pagine precedute e seguite da un contenuto ancorché esaustivo compendio in termini di glossario, introduzione, indice dei luoghi e indice dei produttori per un totale di 253 pagine di altissimo valore conoscitivo e, perché no, speculativo, tanto più se quei vini si conoscono e si sono apprezzati.

Pagine dense, s’è detto, ma anche riposanti, a volerle vedere da un punto di vista grafico il cui progetto, affidato a Lorenzo Pacini - dice il colophon - coi suoi strategici «vuoti», i cammei paesaggistici, le bottiglie, di cui si offre una sezione frontale, trasversale e sagittale, con puntuali appunti redatti sia in forma classica sia in un modo che occhieggia a quello manoscritto, restituisce il senso di una lettura che sa essere, pur nel suo valore chiaramente divulgativo, anche appetitosamente ludico e riconciliante. Per la prima volta, inoltre, troviamo un Gentili un poco sbottonato, che non disdegna di parlare al lettore, se necessario, anche in prima persona.

I punteggi, ovviamente, ci sono, ma sono attribuiti in maniera discreta poiché non si curano, per dire, di quantificare il giudizio in cifre. Oltretutto, sono attribuiti ai vini in un senso squisitamente «verticale», ovvero confrontando le annate dall’etichetta più giovane presente sul mercato e a salire. Va da sé, poi - e il lettore accorto se ne sarà già avveduto - che trattandosi di una selezione molto ristretta considerando il nutrito repertorio vinicolo della Toscana, inserendo un’etichetta in luogo di un’altra il Gentili ha già dato il proprio personale giudizio d’eccellenza. E siamo felici, per dire, di ritrovare a pagina 170 il Poggio ai Chiari di Colle Santa Mustiola del cui produttore, semplicemente, si dice: «attento, scrupoloso, preciso, Fabio Cenni riesce a far convivere le emozioni con la razionalità. Provando e sperimentando ha trovato un percorso del tutto personale e, senza seguire nessun filone, nessuna moda, propone da anni un Sangiovese di alto livello, capace di sostenere con spavalderia lunghi periodi di invecchiamento».