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TANETO

L'Indiana Jones della Val d'Enza campione a «L'Eredità»

Storchi, 32 anni, esperto di civiltà antiche: «Uno spot per l'archeologia»

di Margherita Portelli -

16 gennaio 2018, 11:48

L'Indiana Jones della Val d'Enza campione a «L'Eredità»

L’Indiana Jones della Val d’Enza è stato protagonista del più seguito telequiz di Rai 1. Paolo Storchi, 32enne reggiano, archeologo con un dottorato di ricerca in topografia antica conseguito nel settembre scorso all’Università La Sapienza di Roma, da mercoledì a venerdì è stato campione a «L’Eredità», il programma condotto da Fabrizio Frizzi sulla Rai, dapprima scalzando il campione in carica, poi portandosi a casa un monte premi di 10.625 euro e, venerdì, arrivando in finale, salvo poi farsi vincere dall’emozione e cedere il titolo. Così il giovane archeologo ha avuto modo di regalare notorietà mediatica allo scavo archeologico a cui lavora dal 2016, fra Taneto di Gattatico e Sant’Ilario.
Storchi, iscritto alla trasmissione a sua insaputa dalla mamma lo scorso novembre, a dicembre ha partecipato a un provino e questa settimana si è imposto nel programma preserale.
Laureato e specializzato a Bologna, l’archeologo ha seguito vari master a Bologna, Pisa e Milano, per poi conseguire un dottorato a La Sapienza di Roma.

«A casa seguo spesso il programma e nel gioco finale della ghigliottina quasi sempre azzecco la parola, ecco perché mia mamma mi ha voluto iscrivere - racconta all’indomani di questa bella avventura Storchi, che ha dichiarato di voler utilizzare parte della vincita per finanziare lo scavo di Tannetum.
«Il mestiere del ricercatore purtroppo oggi ha poche prospettive in Italia e ho colto la partecipazione alla trasmissione come un’opportunità; per di più mi è sembrata un’ottima occasione per far conoscere agli italiani l’antica città di Tannetum, che sorgeva sulla via Emilia fra Reggio e Parma, e al cui scavo abbiamo lavorato con grande soddisfazione, ottenendo ottimi risultati, nell’estate del 2016 e del 2017, e che spero di far proseguire con una campagna anche quest’anno».

Storchi non può rivelare i particolari delle sue scoperte, dato che devono ancora essere consegnati alla Soprintendenza, ma il lavoro, portato avanti in collaborazione con un gruppo di studenti de La Sapienza e dell’Università di Odense (Danimarca), e reso possibile dal sostegno di numerosi sponsor, ha dato modo di rinvenire segni che risalgono all’età del ferro: addirittura pare essere stato scoperto un castello.

Parte dei soldi vinti dall’archeologo serviranno quindi per proseguire anche nel 2018 questo importante lavoro, come per finanziare un convegno che Storchi sta organizzando a Reggio sul tema dei giochi nell’antichità.
Intanto, il giovane studioso si gode un po’ della meritata fama che in questi giorni lo ha travolto.
«In tantissimi mi hanno telefonato o scritto per congratularsi. So addirittura di archeologi che hanno organizzato gruppi d’ascolto per seguirmi nella mia avventura televisiva».