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Confconsumatori

Telegramma in ritardo, donna perse il posto a un concorso: Poste condannate a pagare 28mila euro

Poste Italiane condannate per “perdita di chance”

17 gennaio 2018, 13:27

Telegramma in ritardo, donna perse il posto a un concorso: Poste condannate a pagare 28mila euro

Quanto vale un’occasione persa? Lo ha stabilito il giudice del tribunale di Parma che ha condannato Poste Italiane per la ritardata consegna di un telegramma, che ha impedito a una parmigiana di partecipare a un concorso per un posto all’asilo nido. Le Poste dovranno pagare oltre 28mila euro di risarcimento.

Lo dice una nota di Confconsumatori, che spiega:
Una donna di Parma era in attesa di partecipare alla prova selettiva per l’assunzione a tempo pieno di un “esecutore scolastico asilo nido” nel Comune di Felino. Il telegramma di convocazione alla prova, però, le era stato recapitato in ritardo e lei aveva perso così irrimediabilmente la possibilità di prendere parte alla prova e di conseguenza di essere assunta.

A seguito dell’accaduto la donna ha inviato un reclamo a Poste Italiane, la quale si era limitata a offrire l’indennizzo previsto dalla Carta della Qualità, circa 28 euro, senza tenere in alcun conto il danno da “perdita di chance” subìto dalla destinataria del telegramma.

La parmigiana si era quindi rivolta a Confconsumatori e, dopo l’obbligatoria procedura di conciliazione, aveva deciso, insieme al legale di Confconsumatori Grazia Ferdenzi, di rivolgersi al tribunale di Parma che ha accolto tutte le richieste della parte danneggiata, riconoscendo alla donna il diritto ad essere risarcita per la “perdita di chance” causata dal tardivo recapito del telegramma. «Il Tribunale di Parma, - commenta l’avvocato Ferdenzi - ha riconosciuto il principio di responsabilità di Poste Italiane stabilendo che non è soggetto a norme restrittive o di favore in deroga al codice civile e pertanto ne ha disposto la condanna per i danni cagionati al destinatario del servizio postale, non avendo provato la sopravvenuta impossibilità ad adempiere alla propria prestazione».