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IL DISCO

“Pat Garrett & Billy the Kid”, il mito western secondo Dylan

Uscito nel 1973, contiene la celeberrima Knockin' on Heaven's Door

di Michele Ceparano -

19 gennaio 2018, 21:42

“Pat Garrett & Billy the Kid”, il mito western secondo Dylan

Mitico il film e mitico il disco. Forse, addirittura, più il secondo del primo. Un album che chiamare colonna sonora è riduttivo. Perché “Pat Garrett & Billy the Kid”, leggendario sottofondo dell'opera di Sam Peckinpah, regista che è tutt'uno con la storia del film western, è anche uno dei dischi più importanti della lunga storia di Robert Allen Zimmerman, alias Bob Dylan. E proprio Alias è il nome dell'enigmatico personaggio che nel film di Peckinpah il menestrello di Duluth interpreta al fianco di James Coburn (Garrett) e Kris Kristofferson (Billy).
Se c'è ancora qualcuno, magari giovanissimo, che non ha ascoltato questo disco che quest'anno spegnerà 45 candeline, colmi questa lacuna. E non si soffermi solo sul pezzo più famoso, “Knockin' on heaven's door”, che del cantautore americano diventerà uno dei cavalli di battaglia, ma li ascolti tutti e si cali in una vicenda a metà tra la storia e la leggenda che parte dallo strumentale “Main title theme”. E' il brano della vita che scorre a Forte Sumner. una sorta di comune in cui Billy e altri sbandati vivono bevendo, facendo l'amore e tirando fucilate ai galletti. Un giorno, però, arriva Pat Garrett, lo sceriffo Pat Garrett.
“Billy 1” è invece il primo brano di un trittico sul Kid - sarebbero quattro pezzi comprendendo anche il brano strumentale di apertura (che non a caso tra parentesi riporta il nome Billy) - in cui Dylan riflette sul rapporto tra Garrett e il Kid, un tempo entrambi fuorilegge e ora su due “barricate” differenti. Il primo è infatti diventato sceriffo (“per restare vivo”) e il secondo è romanticamente rimasto un bandito. Infatti nel testo Dylan chiede al protagonista (e a se stesso): “Billy non ti fa stare male, pensare di essere ucciso dall'uomo che ti è stato amico?”.
“Knockin' on heaven's door” fa da sottofondo alla scena in cui Baker (interpretato dal grande Slim Pickens) muore lentamente, colpito da un proiettile, sulle rive di un lago. Come ha scritto Valerio Caprara nel Castoro Cinema dedicato a Peckinpah è un momento in cui “la musica di Dylan isola l'inquadratura in una lancinante nostalgia della vita”. E' infatti una dolcissima canzone di morte. Che fa da colonna sonora anche alla lunga agonia del west,. Un po' come fecero qualche anno prima le note di Morricone in “C'era una volta il west”, capolavoro di Sergio Leone. Ma la tradizione deve farsi da parte perché arrivano gli uomini d'affari e le ferrovie. Tutto deve sparire, Billy the Kid e il suo "doppio" Pat Garrett, gli indiani, i fuorilegge e la frontiera. Il west, insomma. Ma il mito, no, quello resta. Come l'album di Dylan, che si trova ancora, 45 anni dopo, negli scaffali dei negozi di dischi - in via d'estinzione, purtroppo - e negli store delle grandi catene.
L'album comprende anche altre tracce musicali di rara suggestione, ad esempio “Turkey chase” e “Final theme”, ma sono proprio quelli in cui Dylan canta, con il suo stile inconfondibilmente ruvido, quelli che entrano maggiormente “dentro” all'ascoltatore.
Il west e i suoi miti sull'artista del Minnesota continueranno comunque a esercitare un fascino tutto particolare. Nel '76 nell'album “Desire” il cantautore firmerà infatti con Jacques Levy “Romance in Durango”. Proprio a Durango, infatti, nel Messico, Dylan si era trasferito con tutta la famiglia durante le riprese del film di Peckinpah. In questo brano paiono rivivere certe atmosfere alla “Billy the Kid”. La canzone verrà ripresa da Fabrizio De André e Massimo Bubola nell'album “Rimini” del 1978 e intitolata “Avventura a Durango”. Poco dopo il grande cantautore genovese la riproporrà nel disco dal vivo con la Pfm con un esito davvero sorprendente.
Da youtube scena del film con Knockin' on heaven's door