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Il "Bugiardino dei libri" di Marilù Oliva - 3

21 gennaio 2018, 17:06

Il

Terzo appuntamento con il "Bugiardino dei libri", il blog della scrittrice Marilù Oliva: recensioni "che fanno bene alla salute".

TITOLO: Malanottata
AUTORE: Giuseppe Di Piazza
EDITORE: HarperCollins
ANNO: 2018

Composizione ed eccipienti:
Giuseppe Di Piazza ci racconta l’altra faccia di Palermo, un capoluogo che di notte diventa fiore carnivoro, ti inebria coi suoi miraggi e ti intrappola chiudendo i petali mortalmente. Così è successo a Veruska, morta dopo un’agonia dovuta a un’aggressione fatta di violente percosse e un attacco con l’acido. Era una escort di lusso che lavorava per il Lady Jim, locale notturno d‘alto bordo. La sua bellezza aveva qualcosa di esotico che ne tradiva le origini praghesi: molto alta, coi i capelli lisci, scuri, gli occhi grandi color nocciola che di notte “avevano la luminescenza dell’oro rosso”. E un corpo mozzafiato che incantava i clienti altolocati della città. A questo si aggiunga una dolcezza spontanea e una valigia piena di sogni, con cui la fanciulla era scappata dal suo paese inseguendo il miraggio del capitalismo incarnato nel simbolo di Raffaella Carrà, suo idolo. Già, perché siamo nel 1984, un periodo storico particolarissimo, denso di episodi tetri sui quali, soprattutto in Sicilia, la mafia aveva allungato i suoi tentacoli. Non può tralasciare questo dettaglio Leo Salinas, Occhi di sonno per amici e conoscenti, il giornalista poco più che ventenne che segue il caso e che narra in prima persona la storia, escluso i capitoli in cui la terza persona pone i riflettori sulla casa di Veruska.
Questo è un libro multiplo, ricco di sfaccettature e strati di lettura. Si va dalla piacevolezza del noir all’impegno del romanzo storico che lambisce eventi come l’assassinio del Generale Dalla Chiesa e il maxiprocesso di Palermo. L’atmosfera storica si respira anche in redazione e qui Di Piazza compie un piccolo excursus di storia del giornalismo, raccontandoci i metodi d’inchiesta in un periodo in cui la tecnologia di oggi non si poteva nemmeno ipotizzare. Occhi di sonno, altrimenti detto Biondino, lavora da quattro anni in quella redazione. La maniera estremamente spontanea e precisa con cui l’autore ci catapulta in quegli anni - in cui Kundera non era ancora divenuto un mostro sacro della letteratura eppure già cominciava a circolare tra le mani dei lettori - tocca abitudini, costumi e vizi.
Su questo scenario egregiamente dipinto, fatto di strade ma anche di gallerie d’arte, di tenute e di ville dove il tempo sembra essersi fermato, si profila il giallo della entraîneuse trucidata che, prima di morire, era solita confessarsi alle pagine di un diario. La vita intanto scorre e lo fa, come sempre, anche nel sangue: tra cadaveri incaprettati, autopsie, tradimenti, seduzioni, escursioni fuori città.
Orgogliosamente palermitano, Di Piazza utilizza uno stile originale sporcato da parole dialettali comprensibili dal contesto o esplicitate nella riga successiva o traducibili perché conosciute e lo fa con una modalità fluida, rendendo i dialoghi appetibili e verosimili.
Nei ringraziamenti finali scopriamo che Aldo Grasso ha dato all’autore lo spunto per questa storia: l’allora procuratore nazionale antimafia gli aveva parlato di un fatto di cronaca realmente accaduto negli anni Settanta e Di Piazza l’ha rivisitato alla maniera romanzesca di un grande scrittore che sa conciliare realtà e finzione, creare sfumature noir senza scadere nella cupezza più nera, nonostante alle spalle di questi personaggi si dispieghi un pezzo di storia italiana ferocissima e, in alcuni casi, ancora inammissibile.

Indicazioni terapeutiche:
Questo libro guarisce dalla paura della notte.

Consigliato a tutti, benefico:
Chi non sa nulla degli anni Ottanta.
Chi frequenta il perbenismo e i suoi dintorni.
Chi, al contrario, conosce bene gli anni Ottanta.
Chi ha smesso di leggere il giornale. O chi non ha mai iniziato. Così comincerà.
Chi ama la cucina siciliana.

Controindicazioni:
Se state smettendo di fumare, maneggiate con cautela.

Posologia, da leggersi preferibilmente:
Mentre in sottofondo scorre una track-list che va da “Because the night” di Patti Smith al jazz di Duke Ellington.

Effetti indesiderati:
Un po’ di nostalgia. La caccerete rispolverando la vostra vecchia Vespa.
Se siete di Palermo e vivete lontano, cederete al desiderio di acquistare un biglietto per tornarci.

Avvertenze:
Attenzione ai partner degli amici. Non prestate loro questo libro.

Conservare:
Di fianco ai libri di Jean-Patrick Manchett e Léo Malet. Ma anche di Manuel Vázquez Montalbán.

Pillole:
«Si chiamava Vera Nemecek, Veruska per chi poteva permettersela. Ed era bella come il mare tiepido sul corpo nudo, in un mattino presto d’estate, davanti agli scogli di Marinalonga»


«In quegli anni fumavano tutti, e ovunque. Al cinema, nelle cuccette dei treni, in aereo. E si fumava negli ospedali: noi fuori, in attesa che qualcuno ci dicesse qualcosa, i medici e i pazienti dentro, in corsia, negli ambulatori. Era un Carnevale di Rio un po’ tossico, senza ombra di paura né di rispetto per i rari non fumatori».

L’autore
Giuseppe di Piazza è palermitano. Giornalista ed editorialista al Corriere della Sera, è responsabile del supplemento romano. Ha lavorato lungamente tra la capitale e Milano, dove ha diretto i magazine Sette e Max e l’agenzia Agr-Cnr. Ha cominciato la sua carriera nel 1979 al quotidiano L’Ora di Palermo, occupandosi di mafia. È autore di tre romanzi e ha fatto diverse mostre fotografiche.


Marilù Oliva vive a Bologna, dove scrive e insegna lettere alle superiori.
Ha pubblicato con Elliot la Trilogia della Guerrera, al centro della quale si muove, in una Bologna notturna e musicale, il personaggio di Elisa Guerra, della La Guerrera, che aiuta l'ispettore Gabriele Basilica nelle sue detection. Nel 2015 è partita la Trilogia del Tempo, di cui Questo libro non esiste (2016) ha vinto il prestigioso Premio Scerbanenco dei Lettori. I suoi romanzi sono di ambientazione noir, con uno sguardo particolare verso alcuni aspetti sociali e verso quelle persone che l'autrice definisce "categorie non protette" (precari, anziani, folli, disillusi e sognatori) e con un procedimento investigativo attento, che però resta in secondo piano rispetto all'indagine umana. A marzo 2018 uscirà per HarperCollins il suo thriller "Le spose sepolte"
Da sempre si occupa di questioni di genere e di attualità. Ha curato per Elliot due antologie patrocinate da Telefono Rosa: Nessuna più – 40 autori contro il femminicidio (2013) e Il mestiere più antico del mondo? (novembre 2016), progetti nei quali ha coinvolto autori come Maurizio de Giovanni e Dacia Maraini.
Collabora con diverse riviste, tra cui Huffington Post e Thriller Magazine ed è caporedattrice del blog letterario Libroguerriero.it.


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