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MILANO

Sms ingiuriosi e diffamazione in un articolo, Sgarbi condannato

Contrariato per critiche Padiglione Italia a Biennale Venezia

21 gennaio 2018, 16:42

Sms ingiuriosi e diffamazione in un articolo, Sgarbi condannato

Contrariato da un articolo sul Corriere della Sera che criticava il Padiglione Italia della Biennale di Venezia del 2011, da lui curato, il critico d’arte e politico Vittorio Sgarbi prima ha iniziato a scrivere sms con parolacce e offese all’autore del pezzo pubblicato, il giornalista Sebastiano Grasso, e poi in un articolo su Il Giornale ha usato nei confronti del recensore considerazioni da lui ritenute diffamatorie. Ora il Tribunale di Milano, giudice Nicola Di Plotti, in sede civile, lo ha condannato a una pena pecuniaria per ingiuria e diffamazione a mezzo stampa.
E inoltre alla pubblicazione, a proprie spese, di un estratto della sentenza sul Corriere della Sera che avverrà domani. La notizia è stata resa nota dall’avvocato Biagio Cartillone, patrocinante di Grasso già responsabile delle pagine dell’arte sul quotidiano di via Solferino, che ha prodotto integralmente la sentenza. In un primo momento l’articolista aveva soprasseduto ai messaggini sul telefonino (»...il tuo mer...articolo è disonesto», «Pezzo di m...che hai usato come un mafioso la pagina dell’Arte...», «...ti colpirò per farti pagare le tue menzogne di maiale», tra gli altri). Ma quando Sgarbi ha scritto, fra l’altro, su 'Il Giornalè che Grasso aveva reso la pagina dell’arte «una riserva di favori e dispetti" ("ingenerando nel lettore - ha poi scritto il magistrato nelle motivazioni - l’impressione che essa sia sta organizzata secondo meccanismi clientelari e governati da rancori e simpatie personali") ha adito le vie legali.