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Soccorso alle vittime di violenza, da Parma le linee guida nazionali

04 febbraio 2018, 17:08

Soccorso alle vittime di violenza, da Parma le linee guida nazionali

C'è anche un po' di Parma nelle nuove linee guida per le aziende sanitarie e ospedaliere in tema di soccorso e assistenza sociosanitaria alle donne che subiscono violenza. Infatti il documento, pubblicato ieri sulla Gazzetta ufficiale, è stato predisposto prendendo ad esempio proprio il modello adottato nelle aziende sanitarie di Parma; inoltre, a curarne la redazione è stata Lucia Annibali, l'avvocato pesarese vittima di un'aggressione con l'acido, a lungo curata all'ospedale Maggiore e da qualche giorno candidata del Pd alla Camera proprio nel collegio uninominale di Parma.

L'obiettivo del servizio di accoglienza è di governare il percorso sanitario della donna che ha subito violenza, attraverso l’applicazione di una procedura ben definita per gli operatori sanitari. Il percorso, che inizia con l’accesso al pronto soccorso, vede la realizzazione di un iter definito e condiviso, dall’accoglienza alla realizzazione di procedure sanitarie, fino alla dimissione e attivazione delle risorse territoriali finalizzate a una presa in carico tempestiva e alla pianificazione di un progetto individuale di intervento, nel rispetto della volontà della donna. Dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, aziende Usl e ospedali hanno un anno di tempo per adottarlo.

«L'ospedale di Parma – spiega la Annibali – ha da tempo costruito un percorso per le donne che hanno subito violenza e lo abbiamo preso come esempio nel nostro lavoro per la costruzione delle linee guida, che ora hanno una violenza nazionale. Parma è già stata premiata nel 2014 per questo progetto innovativo con una menzione speciale all’Azienda ospedaliera per l’assistenza alle donne vittime di violenza».

La candidata democratica parla anche dei sui obiettivi nel caso fosse eletta a Montecitorio. Entrare in parlamento, nelle fila del Pd, «sarebbe un'occasione per dare continuità al lavoro fatto in questo anno e mezzo di collaborazione con il ministro Boschi e il dipartimento delle Pari opportunità». Parlando a Radio Capital del lavoro fatto con il piano nazionale contro la violenza, spiega: «Abbiamo messo insieme tante cose belle, ragionate, vorrei essere portavoce di questo lavoro», perché «tante cose si possono fare e realizzare». La scelta di candidarsi «è stata frutto di un percorso personale», valutando «se e in quale modo posso essere utile, se è il momento giusto, se è nelle mie corde e se con questa scelta sarei stata fedele a me stessa. Credo si tratti di un buon modo di impegnarsi e portare avanti con più forza il lavoro svolto nel dipartimento delle Pari opportunità». La politica? «La interpreto come una possibilità per occuparsi delle persone».