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Meno migranti Gli albergatori: «Era ora, questo ci aiuterà»

Dopo l'annuncio dell'adesione al progetto Sprar con la riduzione degli stranieri ospitati parlano gli operatori: "A Tabiano, con la nuova stagione, finalmente un cambio di rotta"

10 febbraio 2018, 12:36

Meno migranti Gli albergatori: «Era ora, questo ci aiuterà»

Dopo l’adesione di Salso al bando Sprar per la gestione dei migranti sul territorio della città termale, si ridurranno ad un’ottantina le presenze dei profughi a fronte delle attuali 190. Se per il sindaco Filippo Fritelli si tratta di un ritorno alla normalità, cosa ne pensano gli operatori alberghieri?

«Sono state mantenute le promesse di istituire il bando Sprar e di questo si deve dare atto al primo cittadino – sottolinea Filippo Fantoni del Park Hotel Fantoni della frazione salsese – A Tabiano, sebbene non siano sorti problemi di ordine pubblico, aumenterà la percezione di sicurezza anche se, d’altro lato, le presenze di turisti non saranno di più per questo».

Per Roberta Fantoni, del Plaza a Tabiano, la scelta di aderire allo Sprar rappresenta l’unica soluzione per limitare il numero dei profughi sul territorio. «E’ una richiesta caldeggiata da noi albergatori nel corso di numerosi incontri svoltisi nei mesi scorsi con l’amministrazione e siamo contenti che il sindaco l’abbia recepita – afferma – E’ anche l’unico modo per dare al primo cittadino il potere di controllare una situazione che fino a questo momento, con l’attuale metodo di accoglienza, lo vedeva escluso da ogni possibilità di decisione. Con l’inizio della nuova stagione finalmente avremo un cambio di rotta».

Marco Nemorini, del Roma di Salsomaggiore, ritiene positiva la decisione di aderire allo Sprar, atto che si sarebbe dovuto compiere molto prima ma «meglio tardi che mai – sottolinea – Senza nulla togliere ai migranti, la loro presenza ha comunque avuto un impatto negativo sul target turistico salsese composto da una clientela prevalentemente anziana».

Voce fuori dal coro quella di Ruggero Sartori del Pandos a Tabiano. «Non entro nel merito dello Sprar, ma lo considero un paravento. Abbiamo sopportato per tre anni la presenza di un numero sproporzionato di profughi. Avendo vissuto sulla nostra pelle quest’accoglienza di “falso buonismo” mi sono chiesto: “ha più bisogno un ragazzo proveniente da un Paese non in guerra ed in buona salute o un anziano costretto a “frugare” nei bidoni della spazzatura?”».

Infine per Davide Finocchi, del Villa Bianca a Tabiano, uno degli albergatori che sta ospitando i migranti, qualche dubbio sorge leggendo il bando. «Sembra sia stato creato apposta per escludere i “piccoli” visto i requisiti richiesti per la partecipazione. Inoltre, ad oggi da un punto di vista della sicurezza i migranti sono controllati nelle strutture che li ospitano, ma cosa succederà quando col nuovo bando saranno distribuiti in modo eterogeneo sul territorio?».