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Foggia

Il vicepreside rimprovera il figlio, il padre lo picchia e lo manda in ospedale

12 febbraio 2018, 18:25

Il vicepreside rimprovera il figlio, il padre lo picchia e lo manda in ospedale

Ha riportato 30 giorni di prognosi il vicepreside della scuola secondaria di I grado 'L.Murialdò di Foggia colpito sabato scorso alla testa e all’addome da pugni dati dal genitore di un alunno che il giorno prima era stato rimproverato. La notizia, già riportata dai giornali locali, è stata confermata oggi con ulteriori particolari su quanto avvenuto. L’uomo si sarebbe scagliato contro il professor Pasquale Diana, colpendolo, tra l’altro, con un pugno al volto. Il docente ha subito traumi all’addome e al volto. Sabato scorso il genitore dell’alunno si è recato a scuola in orario di ingresso delle classi, e, eludendo la vigilanza dei collaboratori scolastici, si sarebbe scagliato contro il vicepreside dell’istituto.
«Non è stato richiesto alcun colloquio, nè c'è stata possibilità di dialogo con il genitore, il quale, - viene spiegato in una nota della comunità dell’istituto scolastico - senza chiedere spiegazioni di sorta, come riportato nelle numerose testimonianze depositate in Questura, si è avventato sul professore». «A nulla è valso - viene detto nella stessa nota - l’intervento dei collaboratori scolastici e dei docenti presenti, che, data la rapidità con cui si è mosso il genitore, non sono riusciti ad evitare l’aggressione».
«Il professore - si sottolinea ancora - non ha reagito in alcun modo ai numerosi e violenti colpi che gli venivano inferti alla testa e all’addome, fino a quando i presenti non sono riusciti ad allontanare l’aggressore. Sul posto sono accorsi la Polizia e gli operatori del 118». Il giorno precedente il vicepreside, nelle sue funzioni di vigilanza e sorveglianza degli alunni all’uscita di scuola, «aveva rimproverato l’alunno perchè spingeva e rischiava di far cadere le compagne in fila davanti a lui. Per tutelare l’incolumità degli altri ragazzi, l'alunno - viene spiegato nella nota firmata dalla comunità dell’istituto scolastico - è stato preso per il braccio e allontanato dalla fila. Da qui la rabbia del genitore che, ascoltando soltanto la versione del proprio figlio, senza chiedere chiarimenti di alcun genere, si è scagliato contro il professore».

La " deuncia" del referente delle scuole di Foggia

"Le Scuole di Foggia, unite, denunciano il degrado della considerazione sociale non solo degli insegnanti, ma dell’istituzione scolastica in generale. Di fatto, nella società attuale la figura del docente e la stessa Scuola sono percepiti come poco autorevoli e non come espressione diretta di un sistema formativo che rappresenta lo Stato». Lo afferma in una nota la dirigente scolastica Gabriella Grilli, referente della Scuola Polo di Formazione di Foggia - Ambito 13, l’insieme di tutte le scuole di ogni ordine e grado di Foggia, dopo quanto avvenuto sabato scorso nella scuola secondaria di I grado 'L.Murialdò di Foggia dove il vicepreside è stato aggredito e picchiato dal genitore di un alunno che il giorno precedente era stato rimproverato.
Grilli esprime, a nome personale e di tutte le Scuole di Foggia, «piena solidarietà e vicinanza per la vile aggressione al primo collaboratore del Dirigente scolastico della Scuola Murialdo». «E' trascorso solo un mese da un episodio analogo occorso ad un docente di una Scuola di Avola (Siracusa) - si legge nella nota - ed è evidente, dunque, che siamo di fronte ad un problema che non è solo educativo, ma socio-culturale». «Assistiamo, infatti, - afferma la preside - a numerosi episodi sempre più sconcertanti di aggressione messi in atto da studenti e/o genitori nei confronti degli insegnanti, e ciò è sintomatico dello scadimento della figura docente a causa della decrescente considerazione sociale del docente stesso da parte dei suddetti soggetti». «Questa scarsa percezione - scrive Grilli - consente a taluni genitori, che hanno già di per sè una certa familiarità con un’interazione sociale verso l'aggressività, di esternarla con estrema facilità verso un insegnante per il solo fatto che questi, per fini educativi, muova dei rimproveri verso uno studente. Tali episodi, giova ricordarlo, vengono perpetrati in danno di soggetti che, per il ruolo, rivestono anche la funzione di pubblici ufficiali e ciò rende ancor più grave l’offesa, sia sotto il profilo sociale che giuridico».
«Il genitore che esercita un comportamento aggressivo verso qualunque persona dell’Istituzione scolastica - conclude la preside - attira lo sguardo di un figlio che ha capito che l'aggressività è la forma vincente di interazione sociale. E questo sarà inevitabilmente un boomerang che travolgerà di lì a poco lo stesso genitore e la società tutta».

La ministra Fedeli: "Aggressione inaccettabile"

Quelli di Foggia sono fatti gravi. La violenza fisica o verbale non è mai tollerabile. E lo è ancor meno quando si verifica all’interno di una scuola». Lo afferma in una nota la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli relativamente all’episodio che ha riguardato un docente, vice del dirigente scolastico dell’Istituto 'L. Murialdò di Foggia, aggredito sabato scorso da un genitore. Si tratta, aggiunge la ministra Fedeli, «del luogo dove alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi dobbiamo insegnare il rispetto dell’altro, la convivenza civile. Tutti temi su cui la comunità educante sta facendo sforzi enormi. Le famiglie sono una parte importante di questo lavoro educativo e sconvolge pensare che un genitore possa entrare in una scuola e compiere atti simili. Sono fatti che danneggiano profondamente il rapporto scuola-famiglia, che interrompono bruscamente la corresponsabilità educativa e che vanno condannati con forza».
«In questi mesi abbiamo lavorato per rimettere al centro l'alleanza educativa fra scuola e famiglie e rilanciare la figura dell’insegnante», aggiunge Fedeli. «Sono temi urgenti. Che non vanno sottovalutati. Questi episodi ne sono un’ulteriore conferma. Abbiamo cominciato un lavoro che va portato avanti con convinzione. Per troppo tempo il dibattito sulla scuola ha lasciato ai margini i temi educativi, la centralità della funzione delle docenti e dei docenti in una società complessa dove la scuola, oggi più che mai, può e deve essere punto di riferimento per le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Attaccare la scuola, cercare di toglierle dignità o valore, significa fare un danno al Paese. Per questo - conclude la ministra dell’Istruzione - condanniamo quanto accaduto a Foggia e continueremo a lavorare per rimettere la scuola al centro del processo di crescita civile dell’Italia».
Nel frattempo la ministra ha fatto sapere di aver contattato l'insegnante per manifestargli la propria vicinanza e quella del Ministero.

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