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Tisane

Le erbe in tazza? Utili e piacevoli. Ma non sono farmaci

di Monica Rossi -

18 febbraio 2018, 12:57

Le erbe in tazza? Utili e piacevoli. Ma non sono farmaci

Il «favoloso» mondo delle tisane: snellenti, rilassanti, digestive, balsamiche, detox e finanche «della felicità».
Non è azzardato affermare che oggi praticamente non esiste sfera fisiologica o emotiva che non abbia la «sua» tisana e che siamo andati ben oltre la camomilla: all’arcinoto universo di finocchio, tarassaco, menta, echinacea, passiflora, malva si sono uniti ingredienti esotici come rooibos, tamarindo, zenzero, curcuma. Ed è solo la punta dell’iceberg. Insomma, si fa presto a dire «tisana».
A conti fatti, però, quale che sia l’ingrediente, sono efficaci?
Lo abbiamo chiesto a Renato Bruni, professore associato in Biologia Farmaceutica presso il Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma, dove si occupa di piante medicinali, integratori alimentari e metaboliti secondari di origine vegetale.
LE TISANE NON CURANO
«Le tisane non sono strumenti terapeutici: possono essere usate in caso di piccoli disturbi fisiologici ma non nascono per guarirci se siamo malati - chiarisce l’esperto - Possono intervenire per ridurre minimamente la frequenza di alcune patologie o per “dare una mano” in situazioni legate al normale funzionamento del nostro organismo».
«Non va dimenticato - continua Bruni - che tutto dipende dalla pianta che usiamo nella tisana, più che dalla tisana: dal punto di vista della salute, ne esistono di inutili e di potenzialmente utili. In tutti i casi, proprio perché più affini a un alimento, i loro eventuali effetti benefici si manifestano su assunzioni prolungate, cioè per molti anni, come si ipotizza per il consumo di tè verde e la prevenzione di malattie cardiovascolari o tumorali. Non vanno considerate come elementi risolutori capaci di rimediare a malattie o a nostre cattive abitudini», conclude l'esperto.
SORSI DI RELAX
Lo «star bene» però inizia altrove. Il più delle volte, da consumatori, cerchiamo nei prodotti soluzioni a problemi che si potrebbero affrontare in altro modo: ad esempio, regolando meglio la nostra normale dieta o migliorando il nostro stile di vita.
«Sono soluzioni a costo zero in termini di spesa che, in genere, si rivelano più efficaci rispetto alle promesse di nuovi rimedi», prosegue Bruni. Chi nelle erbe cerca un aiutino contro i mali di stagione (tosse, raffreddore, mal di gola), tenga inoltre presente che «non esistono piante antibiotiche o antinfiammatorie in senso farmaceutico. Ci danno una mano ma l’intensità della loro azione è quasi sempre molto bassa e non comparabile a quella di un farmaco».
EFFETTI DA VALUTARE
La scienza ci dice che si studiano gli effetti delle piante, ma non quello delle loro infusioni. Il che ha due conseguenze: non sempre si può dire quanto una tisana sia davvero efficace; e poi, i risultati positivi ottenuti studiando altre forme di estratti non sempre coincidono con quelli delle tisane.
Quel che è certo è che «qualsiasi pianta e sostanza vegetale ha possibili effetti collaterali e relative tossicità - avverte Bruni - Ecco perché chi sta già assumendo farmaci, deve segnalarlo all’erborista, al farmacista o al medico».