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CALCIO

Autopsia sul corpo di Davide Astori: è come se il cuore avesse rallentato

Giovedì il funerale del calciatore: a Firenze sarà lutto cittadino

06 marzo 2018, 15:55

Autopsia sul corpo di Davide Astori: è come se il cuore avesse rallentato

Firenze e tutto il mondo del calcio continuano a piangere Davide Astori, morto nella notte tra sabato e domenica, nella camera dell’hotel «Là di Moret» di Udine mentre era in ritiro con la squadra. I funerali si terranno giovedì alle 10 nel capoluogo toscano nella Basilica di Santa Croce. Quel giorno, come annunciato dal sindaco Dario Nardella, sarà proclamato il lutto cittadino. 

L'AUTOPSIA CONFERMA: ASTORI E' MORTO PER CAUSE NATURALI. Davide Astori è deceduto a causa di una «morte cardiaca senza evidenze macroscopiche, verosimilmente su base bradiaritmica», dunque probabilmente per cause naturali, come se il cuore avesse rallentato. E’ il primo responso dell’autopsia eseguita dal direttore Centro di patologia vascolare dell’Università di Padova, Gaetano Thiene, e dall’ anatomopatologo, professore di medicina legale all’Università di Udine, Carlo Moreschi. La Procura ha firmato il nulla osta per la restituzione della salma ai familiari.
La Fiorentina aveva chiesto di poter partecipare all’autopsia, con la nomina di un proprio consulente, ma la Procura ha respinto la richiesta. 

UN FRATELLO DEL CALCIATORE NOMINA UN CONSULENTE PER L'AUTOPSIA. Uno dei due fratelli maggiori di Davide Astori, Marco, ha nominato un proprio consulente per assistere all’autopsia. «Il senso della nostra presenza è avere un interlocutore che aiutasse la famiglia a capire cosa sta succedendo, a capire cosa è successo per elaborare il lutto», ha spiegato l’avvocato Virio Nuzzolese dello studio Campeis presente al conferimento dell’incarico per conto del legale della famiglia Astori, l’avvocato Francesco Zonca di Bergamo. «L'auspicio della famiglia è che venga archiviata l’inchiesta il prima possibile per una tragica fatalità, imprevedibile, inevitabile e ineluttabile», ha rimarcato.
A Udine sono rimasti ancora il fratello Marco e uno zio del calciatore, per sbrigare le pratiche per il trasferimento della salma che domani arriverà a Coverciano, dove sarà allestita la camera ardente, prima dei funerali, giovedì alle 10 nella Basilica di Santa Croce a Firenze. Il resto della famiglia è ripartito invece ieri per tornare a casa, in provincia di Bergamo, dove sarà poi tumulata la salma del giocatore. 

LA FIORENTINA PORTA UNA ROSA E LA MAGLIA AL "FRANCHI". I compagni di squadra di Davide Astori, insieme all’allenatore Stefano Pioli e al dg Pantaleo Corvino hanno portato due maglie del proprio capitano, scomparso nella notte tra sabato e domenica per un malore improvviso, sui cancelli dello stadio Franchi, che da alcuni giorni si è trasformato in una "muraglia" viola, piena di sciarpe, bandiere, messaggi, striscioni portati dai tifosi.
I giocatori viola, che proprio oggi hanno ripreso ad allenarsi dopo questi giorni di dolore e sgomento, hanno lasciato, a piedi, in un corteo silenzioso, il centro sportivo per recarsi proprio davanti allo stadio, dove è stato innalzato questo "muro del pianto" per ricordare Astori. Qui Badelj e compagni hanno depositato una rosa bianca, una gigantografia del proprio capitano e una sua maglia rossa e un’altra viola. Il tutto in un clima di silenzio carico di dolore e commozione, interrotto soltanto, alla fine, dagli applausi di qualche tifoso presente.
La Fiorentina, dopo avere ritirato insieme al Cagliari la maglia numero 13 che è stata di Astori, sta preparando l'allestimento della camera ardente, domani a Coverciano, e i funerali che si terranno giovedì nella Basilica di Santa Croce.

A SAN MARINO UN MINUTO DI SILENZIO SUI CAMPI DA CALCIO. Anche la Federcalcio di San Marino esprime cordoglio per la morte del capitano della Fiorentina Davide Astori: in segno di commemorazione e rispetto, nelle partite di stasera e domani, della 19° giornata di campionato, sarà osservato un minuto di silenzio su tutti i campi.
«Alcuni eventi - si legge in una nota della Federazione - non hanno confini o territori esclusivi, sono di tutti e tutti devono far riflettere e pensare. Affinché quanto accaduto domenica scorsa ad Udine a Davide Astori non sia dimenticato, non oggi, a 48 ore dall’accaduto, né mai».