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PARMENSE

Il realismo magico della Bassa nelle fotografie di Simonazzi

Omaggio a Guareschi nel cinquantenario della scomparsa: mostra al Centro culturale di Milano a cura di Denis Curti

di Davide Papotti -

08 marzo 2018, 18:58

Vedere una mostra fotografica dedicata alla provincia profonda, specificamente agli scorci della pianura padana, nel pieno centro di Milano, è un bel cortocircuito geografico.

Ed anche una fruttuosa occasione per riflettere sulle tensioni territoriali che animano a tutt’oggi l’identità della penisola: tra ''centro” e “periferia”, tra urbano e rurale, tra capoluogo e provincia. L’occasione è la mostra del fotografo Paolo Simonazzi dal già indicativo titolo di «Mondo piccolo», ospitata nei locali del Centro Culturale di Milano (CMC).

La stessa sede espositiva (Largo Corsia dei Servi 4) è in sé un “mondo piccolo”, una piccola costruzione accostata ad un edificio religioso, oasi di pace immersa nel tessuto urbano dello sfavillante passeggio di Corso Vittorio Emanuele II.

A pochi metri dal sovraffollato brulichio da shopping del sabato pomeriggio, nella sala espositiva sotterranea del Centro, è avvenuta sabato scorso l’inaugurazione della mostra, che raccoglie quaranta scatti scelti all’interno di un corpus più vasto.

Il progetto di «Mondo piccolo», infatti è un continuo work in progress che l’autore sta portando avanti da più di dieci anni, con alle spalle un volume omonimo (uscito per i tipi di Umberto Allemandi nel 2010, con più di cento immagini) e diversi appuntamenti espositivi in Italia ed all’estero (per maggiori informazioni si veda il sito web dell’artista: www.paolosimonazzi.com).

Le immagini, nell’efficace esposizione milanese, sono presentate in un’unica sequenza intorno alle quattro pareti del salone; durante il percorso il visitatore incontra alcune agglutinazioni intorno a nuclei tematici od iconografici: paesaggi innevati, attrezzi agricoli, personaggi, scenari fluviali, campi avvolti nella nebbia, dettagli di architettura rurale.

L’iniziativa, come ovviamente suggerito fin dal titolo, si inscrive in un diretto omaggio, nel cinquantenario della scomparsa, a Giovannino Guareschi (1908-1968). Lo scrittore di Fontanelle è stato il creatore della formula narrativa del “mondo piccolo”, che ha dato il titolo alla fortunatissima serie editoriale di racconti con protagonisti il sindaco comunista Peppone ed il parroco Don Camillo.

A corredo delle immagini di Simonazzi appaiono infatti sulle pareti della sala espositiva tre citazioni di Guareschi, che suggeriscono alcune “atmosfere di riflessione” in cui immergersi durante la visita.

Pur senza dare indicazioni specifiche sulla specifica localizzazione geografica della saga, Guareschi diceva, a proposito dell’ambientazione, che si stava parlando di una “fettaccia di terra” che vedeva come assi cartesiani portanti il grande fiume (il Po), la grande strada (la via Emilia) e l’Appennino.

Queste coordinate spaziali valgono anche per la ricerca fotografica di Simonazzi, che, con ammirevole understatement, fornisce nelle didascalie delle proprie fotografie (presentate senza un titolo “narrativo”) soltanto l’anno ed il toponimo del luogo in cui l’immagine è stata scattata.

La giaculatoria toponomastica che si raccoglie passeggiando fra le fotografie compone una variata geografia affettiva della bassa pianura: Soragna, San Bernardino, Stagno, Taneto, Gattatico, Guastalla, San Benedetto Po, Carzeto, Diolo, Zibello, Sissa ecc.

La cerimonia di inaugurazione della mostra è iniziata con i saluti di benvenuto dell’ospite, il direttore del CMC Camillo Fornasiero, che ha poi introdotto il curatore della mostra, Denis Curti.

Curti ha sottolineato la lunga tradizione culturale da cui proviene il percorso conoscitivo offerto dalla mostra: a partire da Viaggio in Italia, l’iniziativa collettiva promossa da Luigi Ghirri agli inizi degli anni Ottanta del Novecento, passando per le opere narrative di Gianni Celati e le narrazioni cinematografiche di Carlo Mazzacurati.

Curti ha doverosamente sottolineato il fatto che queste fotografie non necessariamente e non immediatamente debbano “dire qualcosa”, ma quanto piuttosto esse siano inviti ad adottare uno sguardo “lento, morbido, attento a ciò che di solito sfugge”.

Un invito a maggior ragione prezioso in un’epoca di feroce ed affannato consumo di immagini, di vorace “iconofagia”.

Dal canto suo l’autore, nel suo intervento di presentazione, ha immerso le proprie fotografie in un’immediata contemporaneità, pagando un efficace omaggio di citazioni al cantante Zucchero “Sugar” Fornaciari (nativo di Roncocesi, in provincia di Reggio Emilia, un'altra “stella” del firmamento del “Mondo piccolo”) che si era esibito proprio la sera prima in un riuscito concerto al Forum di Assago.

Mostra aperta fino al 30 marzo, per orari ed eventi speciali si veda il sito web del Centro Culturale: www.centroculturaledimilano.it.

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