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Bardi

Andrea Pontremoli e una famiglia tutta al femminile

La vita in rosa dell'ad della Dallara con la moglie Margherita e le cinque figlie Valentina, Annalisa, Martina, Benedetta e Aurora

di Donatella Canali -

09 marzo 2018, 08:45

Un otto marzo lungo una vita. A casa Pontremoli, con vista privilegiata sulla vallata e sul castello di Bardi, le donne sono indubbiamente protagoniste. Tutto l’anno. Questo simbolico «albero di mimosa» che rappresenta la famiglia, messo a dimora nel 1988 con il matrimonio tra Andrea e Margherita Boccacci, ha continuato a crescere e a fiorire, con l’arrivo delle figlie ed è radicato in questa terra, la val Ceno, scelta per coltivare insieme valori, amicizie, affetti e senso di appartenenza.

Margherita la mamma, e le cinque figlie, Valentina di 27 anni, Annalisa di 25, Martina di 23, Benedetta di 19 e Aurora di 15, formano uno straordinario gineceo con il quale il papà Andrea Pontremoli, AD di Dallara spa, si confronta continuamente.

Forse, quello di casa, è il più impegnativo dei «consigli di amministrazione» che si trova ad affrontare il manager. Il racconto a più voci intorno al tavolo ne è la prova: un’esplosione di ricordi, spunti, precisazioni, episodi d’infanzia, risate. E’ un continuo esercizio, per l’unico uomo di casa, pianificatore di professione e per carattere, per mettere in equilibrio razionalità e passione, pragmatismo ed entusiasmo. Un’esperienza di confronto continuo con il punto di vista femminile che, conferma, si riflette anche nel ruolo manageriale.

«Qualsiasi argomento - raccontano le figlie e la mamma - è per noi motivo di discussione appassionata. In molte occasioni il papà arriva e tira le fila del discorso per farci notare che in modi diversi, stiamo dicendo la stessa cosa».

La storia di famiglia ha, alla base, alcuni componenti fondamentali. Un lavoro di grande prestigio, che ha portato Andrea in giro per il mondo per tornare solo nel fine settimana: un papà via per lavoro, quindi, ma mai assente, sempre pieno di attenzioni, di regole; a casa una mamma solida, autorevole, un «generale», come dicono le figlie: genitori che insieme hanno distribuito a tutte loro, nel tempo, impegni, responsabilità, anche nei confronti delle sorelle più piccole, lavori da fare a casa e fuori, nel periodo di vacanza.

La predisposizione alla leadership di Valentina, confermata dal suo attuale ruolo istituzionale, come sindaca di Bardi, la più giovane d’Italia, se l’é coltivata «sul campo», in qualità di sorella maggiore, che doveva via via tenere a bada le più piccole.

«Valentina, pensaci tu», è una delle frasi più ricorrenti, nei racconti. «Tra noi c’è molta solidarietà ma anche competizione - raccontano le sorelle Pontremoli - tra le "pari e le dispari": ogni gruppo cerca di conquistare l’appoggio della mamma o di Aurora, la più piccola ma anche la più saggia».

L’altro elemento fondamentale della storia di famiglia è il luogo, voluto, scelto, che è una sorta di villaggio, collegato al paese di Bardi: la stessa casa ne è diventata il simbolo. Quello di un ritorno, per costruire il futuro. «Qui dove è stata costruita la nostra casa - racconta Andrea - c’era quella di mia nonna; appena sopra, quella dei miei genitori. Da ragazzo, guardando dalla collina opposta cercavo di immaginare come sarebbe stata la mia futura casa: un prolungamento di quella della mia famiglia, come quella fosse una radice dalla quale far nascere qualcosa di nuovo. Io e Margherita l’abbiamo pensata, progettata e realizzata pezzo dopo pezzo, particolare dopo particolare, nei fine settimana, ed è cresciuta di pari passo con l’arrivo delle figlie, per essere ora un luogo di incontro per noi, per la grande famiglia allargata di zii e cugini, ma anche per la comunità». Una comunità, quella di Bardi, che la coppia ha scelto per far crescere le proprie figlie, per offrire loro la possibilità di vivere in una paese in cui tutti si conoscono, nel quale la qualità della vita e la sicurezza sono molto più alte che in una grande città. Una scelta condivisa, che parte da un presupposto, da una «restituzione»: «fare qualcosa per il proprio territorio, essere di esempio». Con questo obiettivo, a breve, partirà un nuovo e innovativo progetto di famiglia, interamente al femminile. Andrea è presente, è il «dietro le quinte» della fase di ideazione, nell’aiuto nella programmazione e progettazione ma l’intera gestione, sotto tutti i punti di vista sarà della società «Mavamba», nome che unisce anche sulla carta le iniziali di mamma Margherita, che la presiederà, e delle cinque figlie. Partendo dal recupero di antiche case in cattivo stato, quello che sta prendendo forma è un albergo diffuso, che potrà accogliere viaggiatori, turisti, escursionisti. «Quello che nascerà ai piedi del castello - raccontano le protagoniste - è un nuovo modello di accoglienza che partendo da un nucleo centrale, si diffonde appunto a tutto il paese. E’ il paese stesso ad essere un albergo, con le sue case sparse e con le sue attività».