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DOPO LE ELEZIONI

Pizzarotti-Rainieri: è scontro aperto

09 marzo 2018, 08:42

ROBERTO LONGONI

Archiviate le elezioni, non è più tempo di promesse, ma di minacce. O anche solo di polemiche dal sapore del regolamento di conti. Tra chi si si sente in dovere di «togliersi qualche sassolino dalla scarpa» e chi da quei sassolini viene colpito come da macigni. Il primo è il vicepresidente dell'assemblea regionale Fabio Rainieri, leghista. Il secondo è il sindaco di Parma Federico Pizzarotti. I due non si sono mai amati: ora la loro reciproca antipatia la proclamano. Non siamo più ai tempi del lancio del guanto, ma una sfida comunque c'è. «Un bel confronto - chiede Rainieri - in un pubblico dibattito».

«In tutti questi anni si è pavoneggiato, con l'appoggio del Pd, e per la Lega ha sempre avuto parole di scherno - ha dichiarato l'esponente nell'intervista pubblicata ieri dalla Gazzetta -. Adesso dice che parlerà con tutti. Ma saremo noi a decidere se parlare con lui o meno. Tutti i sindaci, di ogni colore, infatti avranno la nostra collaborazione. Ma chi ha fatto il furbo con la Lega avrà un trattamento diverso». Frasi che, seguite da «Pizzarotti è politicamente morto. Vedrete: ora il Pd gliela farà pagare (in merito all'endorsement in favore della Bonino, ndr)» hanno scatenato la reazione del primo cittadino.

«Il leghista Rainieri? Un personaggio che fomenta odio sia all'interno della Lega che nel contesto politico locale - replica il sindaco su facebook -. Di certo non è lui un interlocutore per Parma e per me. Spero che il senso istituzionale dei parlamentari eletti non sia quello di questo personaggio, e che si possa lavorare per Parma e non per altro. In questi mesi abbiamo sempre lavorato bene con i consiglieri comunali della Lega, ora parlamentari, pur nelle differenze di vedute su molti temi». La conclusione suona come un giudizio inappellabile: «Parma non ha bisogno di spacconi, ma di gente seria».

Il capogruppo di Effetto Parma vede una pessima partenza «se la Lega preannuncia trattamenti particolari di ripicca nei confronti della nostra amministrazione». Cristian Salzano chiede «ai neo parlamentari eletti nonché consiglieri comunali uscenti Laura Cavandoli e Maurizio Campari di dissociarsi dalle dichiarazioni di Rainieri», dopo aver sottolineato «l'enorme gravità delle parole pronunciate da chi ha l'onore e il dovere di ricoprire un ruolo istituzionale il cui obiettivo principale sarebbe dialogare con tutti gli amministratori, a prescindere dai loro colori. Voltare le spalle a Parma significherebbe voltare le spalle ai parmigiani, a tutti quei cittadini che hanno scelto il loro simbolo domenica scorsa e anche a quelli che non lo hanno fatto. È evidentemente un atteggiamento che poco si addice a chi ha la responsabilità di tutelare l'interesse di tutti come rappresentante del territorio all'interno delle massime istituzioni del nostro Paese».

Rainieri non ha ripensamenti. «Mi comporto con lui - assicura -come lui fa con noi. E' talmente simpatico da non salutarmi nemmeno. E da non darmi nemmeno la parola in occasioni pubbliche. Non ha lezioni da darmi». Al di là delle «questioni di feeling», Rainieri rinfaccia a Pizzarotti la dichiarazione di voto pro Bonino. «Ricordiamo: è a capo di una lista civica. Un suo illustre predecessore civico come Ubaldi mai aveva fatto dichiarazioni di voto». A questo proposito, il vicepresidente dell'assemblea regionale intravvede una frattura tra il primo cittadino e i suoi. «Nel loro comunicato si legge: “In occasione del 4 marzo, abbiamo scelto di non dare indicazioni di voto, nel rispetto di quegli elettori che hanno preferito una lista civica come la nostra, che mette al primo posto i programmi invece che le dinamiche di partito”. Anche i suoi prendono le distanze...»

A proposito della possibilità di «voltare le spalle a Parma per ripicca», Rainieri assicura di non aver alcuna intenzione di farlo. «Ho sempre lavorato per il mio territorio. Al di là del colore delle giunte che reggono i vari comuni: da Medesano a Fornovo, a Borgotaro, alla stessa Parma e via dicendo. Semmai, è Pizzarotti che dovrebbe avere più rispetto per i propri elettori: il fatto che comunichi solo attraverso facebook e che si confronti solo con i leoni da tastiera come lui è un limite. Bisogna andare sui giornali e affrontare i dibattiti pubblici, per parlare anche a chi non accede ai social network. Oltre al mondo virtuale, ce n'è uno reale che ha un gran bisogno di confronti e interventi».

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