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EDITORIALE

Il computer sceglie per noi. Ma non siamo un algoritmo

di Patrizia Ginepri -

10 marzo 2018, 14:07

Il computer sceglie per noi. Ma non siamo un algoritmo

Il marketing è una disciplina affascinante. Avamposto di tendenze e strategie di business, permette di identificare l’individuo che sta dietro a ogni cliente. Per sua natura evolve più rapidamente. Statistiche ed elaborazione dati da commodore Vic-20 sono ormai reperti fossili. Oggi si parla di neuromarketing, di intelligenza artificiale e di cognitive computing, una sorta di «matrix» che connette le scienze conoscitive e l’informatica, con l’obiettivo di simulare processi di pensiero umani attraverso modelli computerizzati.

Ciascuno di noi genera quasi un gigabyte di dati ogni giorno, un'immensa mole di informazioni che possono essere utilizzate per simulare processi di pensiero umani attraverso modelli computerizzati. Ed è così che sfruttando sistemi di data mining e di elaborazione del linguaggio naturale, diventa possibile perfino imitare il modo in cui funziona il cervello dell'uomo.

I numeri non sono opinioni, non mentono. Così ci affidiamo a loro per tantissime scelte quotidiane: seguire, ad esempio, i consigli di shopping personalizzato del sito di e-commerce. Passino i dati al servizio di statistiche e analisi, ma l'emozione e la creatività che sta dietro alle scelte di ciascuno di noi non deve essere ingabbiata in una mente artificiale. Ai guru di robot e dintorni rispondo con forza che la vita, per fortuna, non sarà mai un algoritmo.

pginepri@gazzettadiparma.net