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VIAGGI

Würzburg, la città barocca

E' stata sede di principi-vescovi e ospita splendidi palazzi. Ma per molti è soprattutto la capitale enologica della Franconia tedesca

di Luca Pelagatti -

12 marzo 2018, 18:24

Se si dice Baviera la prima destinazione che viene in mente è quasi certamente Monaco. E al limite i più informati citano Norimberga o Augusta. Peccato quindi che pochi ricordino Würzburg, una piacevole città dove, fatto curioso per la Germania, si realizza un perfetto matrimonio tra cultura e sapori, visto che si trova nel cuore della Franconia, la regione del vino tedesca. E nel paese della birra è di certo una stranezza.

Ma non solo la gola si compiace qui, dicevamo. Si, perché Würzburg è una antica sede vescovile ma nello stesso tempo una giovane città universitaria, un catalogo in pietra dello stile barocco ma anche una meta che si fa vanto di un certo stile di vita meridionale.

Il volto della città è caratterizzato da meraviglie architettoniche come le torri slanciate del duomo di St. Kilian che si intravvedono già da lontano, ancora prima di arrivare in città. Costruito dal vescovo Bruno nel 1040, il duomo è lungo 105 metri.

E' la quarta chiesa romanica per grandezza in Germania ma è anche abbastanza curioso: ha un nucleo romanico che è stato modificato molte volte nel corso dei secoli. Ristrutturato di recente, l'elaborata lavorazione a stucco del coro contrasta fortemente con il nudo intonaco della austera navata romanica a cui è abbinato un soffitto che non apparirebbe fuori posto in una stazione degli autobus degli anni '60.

Insomma, può apparire come un guazzabuglio ed in effetti è forse l'interno della cattedrale più strano della Germania.

Molto più rassicurante e simmetrica è la Residenza, dichiarata patrimonio dell'UNESCO, costruita dall'architetto del XVIII secolo Balthasar Neumann come residenza dei principi-vescovi locali, uno dei palazzi barocchi più importanti e belli della Germania. L'attrazione più celebre è la Scalinata coperta da quello che è ancora l'affresco più grande del mondo, un capolavoro di Tiepolo raffigurante allegorie dei quattro continenti allora conosciuti (Europa, Africa, America e Asia). La struttura fu commissionata nel 1720 dal principe-vescovo Johann Philipp Franz von Schönborn e impiegò quasi 60 anni per essere completato. Oggi le 360 ??camere ospitano uffici del governo, spazi dedicati alle facoltà universitarie e un museo ma le 40 più grandi sono state restaurate per essere ammirate dai visitatori. Una visita la merita anche l'Hofgarten, un cortile aperto gratuitamente fino al tramonto, che offre una miscela di scorci in stile francese e inglese brulicanti di sculture fantasiose di bambini, in gran parte dallo scultore di corte Peter Wagner. Concerti, festival ed eventi speciali si svolgono qui durante i mesi più caldi.

Anche la fortezza Marienberg e l'antico ponte sul Meno, lungo 180 metri e decorato con imponenti figure di santi sono tra i simboli di Wurzburg. Tutte queste ricchezze hanno origine nel periodo di maggiore gloria della casata degli Schönborn per cui si edificarono splendidi edifici barocchi che ancora oggi rappresentano il vanto della città. Un vanto però che ha subito una dura lezione: i bombardamenti del 16 marzo 1945 distrussero quasi il 90% della città che per questo venne ricostruita.

L' altro tratto caratteristico della città, come dicevamo, è dato dal fatto che si trova proprio sulle sponde del Meno, nel cuore della regione vinicola che ha fatto del Bocksbeutel, con la sua tipica bottiglia piatta e arrotondata, il proprio emblema. In tutta la città si trovano enoteche che offrono degustazioni dei vino locali abbinati ai ricchi piatti della tradizione della Franconia. Quindi, dopo una merenda, usciamo un po' dal centro per visitare il castello di Veitshöchheim, sontuosa residenza estiva dei principi-vescovi del '600. Dal 1806 al 1814 venne utilizzata nei mesi estivi dal granduca Ferdinando III di Toscana che ricevette il territorio di Würzburg come compenso per la perdita del trono. Non sappiamo se sia vero ma ci piace pensare che anche questo spieghi la locale passione per il vino. D'altra parte quale può essere la migliore eredità di un toscano se non il trionfo del nettare di Bacco nella terra della birra?

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