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EDITORIALE

L'appello di Mattarella e la pretesa di Di Maio

di Domenico Cacopardo -

14 marzo 2018, 15:43

La «responsabilità» cui ha fatto riferimento il presidente della Repubblica per il futuro della diciottesima legislatura è una «responsabilità» etica, nel senso che si rivolge alle forze politiche per invitarle a procedere all’avvio della nuova fase senza traumi, in modo da garantire un governo al Paese e da onorare l’impegno assunto con il corpo elettorale.
Un auspicio, quindi, non un’ipotesi.
Ciò significa che i vincitori delle elezioni, insieme o separatamente, hanno il dovere politico di formulare una proposta di governo agli altri partiti presenti in Parlamento, al fine di raggiungere una maggioranza di voti alla Camera e al Senato. Con proposta di governo si intende una piattaforma programmatica sulla quale misurare le possibilità di altrui convergenze.
Tutto il contrario di ciò che dice Di Maio, quando invita gli altri partiti ad adottare il programma a 5stelle perché avrebbe il consenso degli italiani. Poiché nessun partito ha raggiunto la maggioranza (e quindi tutti sono in minoranza) occorre abbandonare la demagogia e ottenere le adesioni occorrenti per governare.
Saranno in condizione i nostri «eroi» Grillo e Salvini di passare dalla propaganda elettorale alle proposte concrete?
Sarebbe necessario, etico e nell’interesse generale.
Oggi non emergono spiragli favorevoli.
Domani è un altro giorno.
www.cacopardo.it