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EDITORIALE

Quanto è ingombrante Beppe Grillo per Di Maio

di Stefano Pileri -

17 marzo 2018, 13:36

Ci mancava solo Beppe Grillo con la proposta del reddito di nascita. Luigi Di Maio aveva già i suoi problemi a cercare di gestire le promesse un po’ avventate fatte dal Movimento 5 Stelle in campagna elettorale, a partire dal reddito di cittadinanza. E all’improvviso il garante del movimento, l’(ex) comico che sul web si è creato un blog tutto suo, ha gettato in mezzo al campo l’ultima delle sue proposte visionarie. Un mondo senza lavoro, dove basta nascere per percepire uno stipendio. Splendido, verrebbe da dire. Solo un po’ complicato da realizzare. E ora il capo politico del movimento, il candidato premier che, fra una citazione di De Gasperi e un appello alla responsabilità del Pd, è impegnato a cercare di farsi dare un incarico per formare il nuovo governo, si ritrova un’altra grana fra i piedi.

Grillo non è nuovo a queste uscite. Basta chiedere a Federico Pizzarotti che ben ricorda il giorno del «dies Iren» in piazza della Pace. Erano passati pochi mesi dall’elezione del primo sindaco pentastellato di un capoluogo di provincia e il leader venne a Parma a dire che per aprire il nuovo inceneritore sarebbero dovuti passare sul cadavere del sindaco. Il finale è noto: Pizzarotti scelse una strada ben più realistica di quella prospettata dal leader. Ma da lì in poi qualcosa si ruppe fra i due. E non è escluso che possa succedere altrettanto fra Grillo e Di Maio.

spileri@gazzettadiparma.net