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FORMULA 1

Intervista a Bottas: "La mia vita con Hamilton. Imparo molto..."

di Paolo Ciccarone -

19 marzo 2018, 19:28

Lo slogan che fece la fortuna di una compagnia telefonica era quello che una telefonata ti allunga la vita. In F.1 una telefonata te la cambia, così come accadde a Bottas quando ricevette quella di Toto Wolff che lo voleva in Mercedes al posto del ritirato Rosberg. Ma l'anno scorso, dopo la prima stagione, la telefonata, nel senso di chiamata via radio dal box, a Bottas ha cambiato la classifica, visto che ha dovuto mettersi a disposizione di Lewis Hamilton.

Sarà così anche quest'anno, magari fin dalla prima gara?

"Non credo proprio - dice Bottas - partiamo alla pari con la possibilità di giocarci le gare e il titolo, ma non sappiamo ancora come sono messi i rivali per cui fare pronostici del genere, adesso, è prematuro".

Non è che si aspettano le prime tre o quattro gare per decidere il tuo ruolo alla Mercedes e magari rinnovare il contratto ancora?

"Non lo so sinceramente, non credo che 3 o 4 gare siano un limite sufficiente per decidere se restare o meno, di sicuro c'è una data limite durante la stagione entro la quale sia io sia la squadra deve farmi sapere qualcosa, ma adesso dobbiamo ancora partire per il mondiale e già mi chiedete queste cose?".

Sai come è, in F1 tutto corre e ci portiamo avanti...

"Eh sì è vero, ma voi giornalisti forse correte più dei piloti...".

Per quanto riguarda la tua stagione passata hai vinto gare, hai fatto pole position, solo che il mondiale lo ha vinto Hamilton. Non è che sei troppo un bravo ragazzo e invece dovresti essere un poco più bastardo per importi?

"Ah ah ah, bella questa! Non credo di essere un pilota remissivo, l'anno scorso forse sono stato anche troppo duro in alcune occasioni (leggi contatti con Raikkonen, ndr) per cui non penso di essere poi troppo buono come pensiate voi. Di certo ho avuto problemi con gli assetti, a volte andava bene altre ero in difficoltà e non ne venivo fuori, ho commesso sbagli e fatto cose egregie, direi che tutto torna".

Prima di andare in Mercedes che opinione avevi di Hamilton? E' davvero un duro che non lascia spazio?

"Io ho l'abitudine di non partire col pregiudizio verso nessuno. Non avevo una idea di Lewis, lo conoscevo in pista, ma non avevo nessuna idea di lui e di cosa aspettarmi. Invece in squadra, conoscendolo, l'ho apprezzato, non è come sembra da fuori, duro arrogante o cattivo come dite voi. E' un bravo ragazzo, maledettamente veloce e capace. Sto imparando molto da lui".

Nel senso che ti fa vedere la telemetria e ti dà consigli?

"Sì, proprio. Dividiamo tutte le informazioni, guardo la sua telemetria e ogni volta scopro che un cordolo preso in un certo modo, una traiettoria fatta in un altro, una curva impostata in una maniera e alla fine sei più veloce. Sono tanti piccoli particolari, che potrebbero sembrare insignificanti, e invece fanno la differenza. In questo Lewis mi sta insegnando molto. Anche perché un conto è correre in un team come la Williams con ambizioni di fare bene in una gara, un altro in una squadra che lotta per il mondiale. Cambia totalmente l'aspetto delle cose e l'impegno relativo. Se pensi di essere al massimo, invece scopri che devi dare di più. E' quello che voglio fare quest'anno".

Vincere il mondiale?

"L'obiettivo è vincere gare, stare davanti, poi è chiaro che siamo in un team in cui si lotta per il titolo, vediamo come va la stagione, io mi sento pronto".