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agricoltura

Pioggia infinita: in ritardo semine e concimazioni

di Cristian Calestani -

20 marzo 2018, 23:30

Pioggia infinita: in ritardo semine e concimazioni

Tanta pioggia, qualche spruzzata di neve e temperature in decisa picchiata. Questo il quadro climatico che sta contraddistinguendo queste giornate e che sta causando ripercussioni, e qualche preoccupazione, nel settore agricolo del territorio parmense alla vigilia di uno dei periodi di maggior lavoro nei campi.

«Ci sono ovvie difficoltà nella preparazione dei terreni per le semine delle colture primaverili come pomodoro, bietola e cipolla – spiega Valentino Testi, direttore del Consorzio Fitosanitario -. Le abbondanti piogge provocano ripercussioni anche sulla concimazione dei cereali autunno-vernini che avrebbero bisogno dell’apporto di azoto. E poi il significativo abbassamento delle temperature, previsto per i prossimi giorni, potrebbe causare grossi problemi per le piante da frutto, specie le drupacee, ormai prossime alla fioritura».

Un clima sotto certi aspetti anomalo, spiega Testi, ma non troppo. «Storicamente la grande piovosità nella nostra provincia si è registrata tra marzo-aprile e ottobre-novembre. Il dato insolito di quest’anno – sottolinea il direttore del Consorzio fitosanitario - è invece il ritardo nel manifestarsi delle basse temperature: essere prossimi agli zero gradi è normale nel mese di febbraio, mentre è anomalo alla fine del mese marzo. Tuttavia spesso si sono avuti, in passato, problemi alle colture per gelate tardive tra marzo ed aprile: accadde anche due anni fa quando le piantine di pomodoro erano appena state trapiantate».

Testi è però propenso a vedere il classico bicchiere mezzo pieno analizzando il quadro climatico: «Allo stato attuale gli aspetti negativi di questa situazione sono minori rispetto a quelli positivi legati al fatto che neve e pioggia sono importanti per rimpinguare le falde freatiche dopo la grande siccità della scorsa estate. Le vere anomalie che devono far preoccupare sono il caldo estivo e la crisi idrica che l’anno scorso hanno messo a dura prova l’agricoltura parmense».

Un quadro che viene confermato anche da Nicola Dall’Olio dell’assessorato regionale all’Agricoltura che si è soffermato su un’analisi generale della situazione climatica. «I dati – sottolinea Dall’Olio - ci dicono che la temperatura è aumentata in media di un grado, con picchi anche di due gradi, nel periodo compreso fra il 1990 e il 2015, rispetto al periodo degli anni ’60-90. Serve una strategia di adattamento che passa attraverso sistemi di monitoraggio e di costante informazione per la miglior gestione della risorsa idrica, come il sistema regionale Irrinet, ed il sostegno alla ricerca e sperimentazione sul piano colturale».

«L’impegno – conclude Dall’Olio - è anche quello di cercare di adattarsi al nuovo contesto climatico: come Regione, ad esempio, stiamo valutando la possibilità di rendere più flessibili certi regolamenti considerando le diverse tendenze delle precipitazioni».