Sei in Archivio

STORIA

Una statua in 3D ricrea il corpo che fu avvolto nella Sindone

20 marzo 2018, 16:26

Una statua in 3D ricrea il corpo che fu avvolto nella Sindone

«Questa statua è la rappresentazione tridimensionale a grandezza naturale dell’Uomo della Sindone, realizzata sulle misure millimetriche ricavate dal lenzuolo in cui fu avvolto il corpo di Cristo dopo la crocifissione. Riteniamo perciò di avere finalmente l’immagine precisa di come era Gesù su questa terra. D’ora in poi non si potrà più raffigurarlo senza tenere conto di quest’opera». Non ha dubbi il professor Giulio Fanti, studioso della Sindone, nel presentare in esclusiva al settimanale Chi la statua in gesso che il maestro Sergio Rodella ha realizzato seguendo le indicazioni dell’equipe del professore che da anni studia la Santa Sindone con le tecnologie più sofisticate a disposizione della scienza.
«Per la tradizione cristiana l’immagine che si vede sulla Sindone è quella di Gesù morto crocifisso», spiega a Chi il professor Fanti. «E ormai anche la scienza è di questa opinione. Noi abbiamo studiato per anni usando le più sofisticate tecnologie in 3d l’immagine lasciata dal corpo sul lenzuolo. E la statua ne è il risultato finale». «Secondo i nostri studi Gesù era un uomo di bellezza straordinaria. Longilineo, ma molto robusto, era alto un metro e ottanta centimetri, mentre la statura media dell’epoca era di circa 1 metro e 65. E aveva un’espressione regale e maestosa».
La statua rende evidente anche, grazie all’uso del colore, le ferite subite dal Cristo durante il suo terribile martirio. «Sulla Sindone ho contato 370 ferite da flagello, senza prendere in considerazione quelle laterali, che il lenzuolo non riporta perchè avvolgeva solo la parte anteriore e posteriore del corpo. Possiamo perciò ipotizzare un totale di almeno 600 colpi. Inoltre la ricostruzione tridimensionale ha permesso di ricostruire che al momento della morte l’uomo della Sindone si è accasciato verso destra perchè la spalla destra era lussata in modo tanto grave da ledere i nervi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA