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EDITORIALE

Governo: la corsa a ostacoli di Mattarella

di Luca Tentoni -

21 marzo 2018, 13:29

Governo: la corsa a ostacoli di Mattarella

Per i partiti la Quaresima inizierà venerdì prossimo, con la prima riunione delle nuove Camere.
Il percorso ad ostacoli verso il nuovo governo sarà lungo, impervio e senza un esito certo. Le elezioni a settembre sono ben poco probabili (Mattarella dovrebbe sciogliere le Camere negli ultimi giorni di aprile) ma non possono essere del tutto escluse. Lo slalom inizierà con la scelta dei nuovi presidenti di Camera e Senato. Mentre a Palazzo Madama basteranno al massimo quattro scrutini per chiudere la questione (sabato avremo l'eletto, perché alla quarta votazione è previsto il ballottaggio fra i due più votati alla terza, sempre che non si arrivi prima ad un esito positivo), a Montecitorio il regolamento non prevede limiti agli scrutini.
Abbiamo tre possibilità: un accordo fra le maggiori forze politiche per eleggere entrambi i presidenti; nessun accordo; un'intesa che salta all'ultimo momento (per esempio perché chi conquista la presidenza del Senato non onora il patto alla Camera). E c'è un'incognita: i franchi tiratori. Se l'accordo è ristretto, la disciplina dei gruppi parlamentari deve essere ferrea. Inoltre, Mattarella osserverà con attenzione l’elezione dei capigruppo del Pd: se, come pare, i renziani hanno una maggioranza risicata fra i deputati e i senatori del loro partito, la scelta può dare indicazioni sull’evoluzione dei rapporti di forza interni.

Il Pd, infatti, è un «partito pivot» indispensabile per formare una maggioranza, quindi potrebbe rientrare in gioco, anche semplicemente concedendo la «non sfiducia» ad un nuovo governo. Superata l’elezione dei presidenti delle Camere, Gentiloni andrà al Quirinale per dimettersi e aprire ufficialmente la crisi. Le prime consultazioni di Mattarella con l'ex Capo dello Stato Napolitano, con i presidenti dei due rami del Parlamento e con i partiti (meglio: con i loro capigruppo di Camera e Senato) si protrarranno per buona parte della settimana successiva alla Pasqua.
Il Quirinale potrebbe prendersi qualche giorno per riflettere e poi, verso il 10, decidere se affidare un preincarico (cosa che oggi appare poco probabile), fare un nuovo giro di consultazioni oppure affidarsi ad un «esploratore» (non necessariamente il presidente del Senato o della Camera). In caso di preincarico e di intesa fra le forze politiche, avremmo il governo entro il 20 aprile. Diversamente, i colloqui potrebbero protrarsi fino a fine mese. A quel punto, Mattarella avrebbe la possibilità di giocarsi una carta importante, se i partiti non esprimessero chiaramente l'intenzione di tornare al voto ma – nel contempo - non riuscissero ad accordarsi per dar vita ad un nuovo governo: potrebbe far proseguire le «esplorazioni» oltre il mese di aprile, per chiudere la «finestra» del voto a fine giugno. In questo modo, i poli dovrebbero trovare per forza un'intesa. Tutto è possibile: fra 40 giorni, a fine aprile, una soluzione si troverà.