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PROVA SU STRADA

Kia Stonic 1.0 benzina, l'urban crossover è diventato adulto

di Lorenzo Centenari -

21 marzo 2018, 11:45

Ha i passaruota in plastica e il cofano rialzato, ma viaggia a sola trazione anteriore. Ha le barre al tetto, ma non è adatta ad avventurarsi nei boschi. Nessun modello meglio di Kia Stonic interpreta con maggiore approssimazione la imperante filosofia «wannabe Suv»: tutta apparenza, ma la sostanza non manca.

Semplicemente, la Stonic esprime le sue straordinarie proprietà di compatta a guida semi-alta sull’asfalto cittadino. Cioè in un teatro esigente sia in tema di design (e in questo senso l’urban crossover coreano ha studiato a lungo, prima di salire sul palco), sia soprattutto in materia di mobilità intelligente. Lunga appena 4,14 metri, Stonic è abbastanza compatta da imboccare curve ad angolo retto senza «strusciare», e trovare parcheggio senza dover sgomitare. L’architettura lievemente sollevata da terra corre incontro all’esigenza di allungare il cono visivo, mentre il padiglione orizzontale libera spazio per la testa dei passeggeri posteriori, qui i benvenuti. E nel bagagliaio (332 litri), qualcosa in più che non sia solo la sporta della spesa entra con facilità. Il colorato e robusto arredamento interno ospita il display da 7” «flottante» e iperconnesso sin dall’allestimento base (Urban).

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Da par suo, il 3 cilindri turbo benzina 1.0 T-GDi 120 cv (da 17.250 euro) trascina la Stonic con piglio svelto (0-100 in 10”3) senza trasmettere, a differenza di un più ruvido diesel, fastidiose vibrazioni tattili o sonore. Infine, consumando il giusto (15-16 km/l). «Smart» da ogni angolazione.