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L'ESPERTO

L'imposta di successione? Non esaurisce la tassazione

di Arturo Dalla Tana* -

21 marzo 2018, 11:58

L'imposta di successione?  Non esaurisce la tassazione

IL QUESITO
Nel 2014 è morta in Belgio una zia che ha lasciato in eredità la casa a 8 nipoti residenti in Italia... Devo pagare in Italia delle tasse e quali o sono esonerato?...
A.D.G.

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Arturo Dalla Tana*
Il quesito del lettore offre innanzitutto lo spunto per trattare della successione dei beni immobili posti all'estero, per quanto riguarda l'imposizione fiscale.
Il criterio adottato La discriminante è stata individuata nella residenza della persona deceduta e non nella residenza dei beneficiari della successione, criterio che ai commentatori appariva più logico. Ne deriva che se il de cuius era residente in Italia al momento del decesso, l'imposta per i beni all'estero fa parte (e quindi si aggiunge) al valore globale degli altri beni posseduti in Italia. Se invece la persona deceduta era residente all'estero, l'imposta è dovuta per i soli beni esistenti in Italia. Una recente modifica legislativa, nell'ottica di una maggior trasparenza fiscale e nella logica dei controlli relativi all'antiriciclaggio, fa comunque obbligo agli eredi, anche in caso di esenzione da imposte, di indicare nella denuncia di successione i beni esistenti all'estero.
Le imposte catastali e ipotecarie Un equivoco che è bene dissipare, ogni volta che se ne presenta l'occasione, è che l'imposta di successione non esaurisce la tassazione. Infatti, ove vi siano immobili, va aggiunta l'imposta catastale e ipotecaria, per un complessivo tre per cento sul valore catastale (o di 400 euro per la "prima casa"). Quindi anche le successioni esenti da imposte, in presenza di immobili, qualcosa allo Stato devono versare. Diverso è però il caso di immobili posti all'estero, per i quali formalità nei Registri italiani non vanno eseguite, e quindi nulla è dovuto a tale proposito.
Dove presentare la successione Per il cittadino italiano residente all'estero è stato modificato il criterio. Mentre prima era competente in ogni caso l'ufficio delle Entrate di Roma, ora la presentazione va fatta nell'Ufficio dell'ultima residenza italiana del de-cuius. Soltanto ove fosse risultato mai residente in Italia, o ove la residenza italiana fosse sconosciuta, la competenza spetta all'Ufficio Entrate di Roma.
La doppia imposizione Nei casi in cui l'imposta di successione per i beni all'estero risulta dovuta (de cuius residente in Italia, come si è detto) per evitare di dover corrispondere imposte di successione a due Stati soccorrono alcune convenzioni bilaterali, stipulate per la verità in casi abbastanza limitati. Laddove convenzioni non vi siano, un credito d'imposta è riconosciuto dallo Stato italiano, in modo da poter scontare dall'imposta di successione che eventualmente qui sia dovuta l'imposta che lo Stato estero abbia riscosso.
Il quesito E' rimasto all'ultimo posto il quesito del lettore, ma solo perché l'argomento relativo a quali e quante imposte debba pagare chi cede un bene ereditato è stato già trattato nel supplemento Economia della Gazzetta del 23 febbraio. La risposta, in sintesi, è: nessuna imposta.
*Notaio
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