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Fondi Ue: Marini, Europa senza sociale rischia disgregazione

23 marzo 2018, 18:10

BRUXELLES - Il Fondo sociale europeo (Fse) deve continuare a investire su lavoro, formazione e inclusione sociale anche dopo il 2020, quando il bilancio dell'Unione dovrà fare i conti con la Brexit e nuove priorità da finanziare come la sicurezza e la gestione dei flussi migratori. È il messaggio principale del parere approvato all'unanimità dalla plenaria del Comitato europeo delle Regioni (CdR) redatto dalla governatrice dell'Umbria Catiuscia Marini. "Il Fse è un fondo che parla direttamente ai bisogni delle persone" e dal Cdr "viene la voce di chi vede il rischio della disgregazione sociale", perché con questo fondo "si possono riconnettere istituzioni europee e cittadini", ha commentato Marini.   Le politiche di coesione "sono l'asse portante della tenuta dell'Europa e della sua unità", aggiunge la governatrice, che avverte: "l'Italia non può correre il rischio" di essere assente in Ue nel dibattito sul tema. "Ai primi di maggio, durante settimane ancora delicate per l'Italia, si entrerà nel vivo" delle discussioni sul bilancio pluriennale Ue per il post 2020, "mi auguro sia da rappresentante di una istituzione territoriale, sia da cittadina italiana, che ci sia tutta l'attenzione del Paese e del governo su questo tema".  

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