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EDITORIALE

L'intricata sfida per i presidenti delle Camere

di Domenico Cacopardo -

23 marzo 2018, 16:02

L'intricata sfida per i presidenti delle Camere

Sinché il sistema politico italiano non avrà trovato un assetto (stabile o instabile) sarà evidente che trattative ufficiali e sottobanco, tattiche e strategie non erano lo stigma di un sistema corrotto, ma soltanto sociologia. Questa afferma che i comportamenti politici sono regolati dalle stesse leggi della società civile. Non dalle ideologie.

Non c’è quindi da stupirsi se l’elezione dei presidenti dei rami del Parlamento, oggi e domani (o dopo), sarà caratterizzata dall’incertezza, visto che è saltato l’assetto emerso dalle intese (a porte chiuse) Salvini-Di Maio (leader dei due partiti vincitori).

L’entrata a gamba tesa di Silvio Berlusconi che ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare con i 5stelle e ha ottenuto dall’alleato Salvini l’appoggio per Paolo Romani presidente del Senato ha creato difficoltà insormontabili per Di Maio. I grillini hanno manifestato sul web il loro dissenso rispetto al riproporsi di riti consunti e di accordi con i nemici di ieri.

Da qui l’indisponibilità a votare Romani e la convocazione di un incontro di tutti i capigruppo.

Una via d’uscita questa che non risolverà i problemi dei due partiti vincenti. Alla fine, li riavvicinerà per ragioni oggettive: dispongono – insieme - della maggioranza dei parlamentari .

Se accadrà non è detto. Solo molto probabile.