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ECONOMIA

Parmalat, l'ad Bernier: "Delisting? Per ora no"

Caso Citigroup, presentato l'appello Collecchio attende la sentenza

23 marzo 2018, 19:09

"No, a oggi no". Così il "nuovo" amministratore delegato di Parmalat, Jean Marc Bernier, nominato l'estate scorsa, risponde all’ipotesi che sia possibile o all’orizzonte una nuova opa per il delisting del titolo. Per poi spiegare che "rispondo no perché non lo so: è una decisione che spetta al socio" di maggioranza, cioè a Lactalis.
L’occasione è stata la presentazione dello studio condotto dalla Sda dell’Università Bocconi sull'impatto del settore sull'economia italiana. Rispondendo ai giornalisti l’ad ha spiegato che "l'anno scorso i ricavi sono cresciuti anche grazie alle acquisizioni: la voglia di farne di buone è importante», ma al momento non ce ne sarebbero di pronte: è "una strategia di lungo respiro" con attenzione anche sull'Italia.
A proposito della sentenza di primo grado sul risarcimento da 1,8 miliardi chiesto a Citigroup per danni legati al vecchio crac, Bernier si limita a dire che "abbiamo presentato appello e attendiamo la sentenza" di secondo grado e tiene a ribadire che per il gruppo "è importantissimo un legame con il territorio locale", focalizzando il contributo fornito alle buone pratiche di sostenibilità aziendali. Nello studio Bocconi emerge tra l’altro che nell’Unione europea, principale area mondiale di produzione, il settore italiano del latte è quello che sta attraversando la fase più critica, principalmente a causa di costi più elevati, oltre tre euro ogni 100 chili.
E, secondo dati Parmalat, nella penisola il calo di consumo di latte è stato del 25% negli ultimi sei anni. Per fronteggiarlo la via è anche quella di "seguire al meglio i nuovi trend di mercato", spiega Bernier, a partire dal prodotto senza lattosio, compresa la sue versione bio, che sta registrando una forte crescita anche sui mercati internazionali.