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Un appello per Afrin dei docenti del Centro per la Cooperazione Internazionale

23 marzo 2018, 17:56

Un appello contro l’attività dell’esercito turco ad Afrin alla luce dell’"imbarazzante silenzio delle nostre Istituzioni». E’ quello sottoscritto dai docenti del Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale dell’Università di Parma.
«Ad Afrin - scrivono in una nota - l’esercito turco non solo sta uccidendo centinaia di civili e distruggendo una intera città, ma sta annientando una esperienza delle più avanzate di democrazia partecipata, confederale, multietnica e multiconfessionale. L’Amministrazione autonoma di Afrin ha lanciato un appello in cui chiede che 'le organizzazioni internazionali condannino questi barbari attacchì e che si provveda ad aiutare le decine di migliaia di profughi che abbandonano la città. Tra questi 'ci sono bambini, anziani, feriti senza cibo nè acquà. L’imbarazzante silenzio delle nostre Istituzioni sulle responsabilità della Turchia, nostro alleato Nato, ci riempie di sdegno».
Per i sottoscrittori dell’appello «La situazione in Rojava pone seri problemi morali e non solo diplomatici e politici. L'indifferenza di fronte a queste atrocità, infatti, mette in serio pericolo i fondamenti democratici del nostro stesso vivere collettivo. Non è possibile attendere oltre». 

Membri del CUCI firmatari: Anello Giancarlo, Arfini Filippo, Argiropoulos Dimitris, Arrighetti Alessandro, Balluchi Federica, Bertini Simone, Buschini Annamaria, Casalini Angelo, Donati Michele, Fabbri Paolo, Franzoni Lorella, Gandolfi Gino, Guareschi Marianna, Landini Fabio, Lasagni Andrea, Magagnoli Stefano, Menegatti Mario, Mezzadri Marco, Monacelli Nadia, Mozzoni Isabella, Nonnis Francesco, Odone Anna, Ossiprandi Maria Cristina, Pagliara Alessandro, Painelli Anna, Pellegrino Vincenza, Sarli Leopoldo, Sforzi Fabio, Summer Andrea, Tagliavini Giulio, Tchana Bertrand, Vacondio Federica, Valentino Roberto, Veneziani Mario, Vescovi Paolo, Wolleb Guglielmo, Zazzi Michele, Zuliani Valentina.
 

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