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Bologna

Travestito da monaco violenta una ragazza

Dopo una festa di Carnevale. Lui nega, ma la procura indaga su altri episodi simuli

24 marzo 2018, 23:13

Vestito da monaco medievale, avrebbe abbordato una ragazza durante una festa di Carnevale in una discoteca del Bolognese, l’avrebbe stordita offrendole diversi shottini alcolici, quindi avrebbe abusato di lei in una camera d’albergo, dove la giovane si è risvegliata la mattina dopo senza ricordare quasi nulla della sua difficile serata.

E’ l’accusa che ha portato all’arresto di un 23enne casertano incensurato, indagato per violenza sessuale e rapina dalla Procura di Bologna: i fatti sono della notte tra il 13 e il 14 febbraio e ieri i carabinieri della Compagnia di San Giovanni in Persiceto hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, dove si fa riferimento a un modus operandi «connotato da inquietanti tratti di serialità» per altri due episodi precedenti e simili, non denunciati dalle vittime.  Ma lui nega: le ragazze, sostiene, «erano consenzienti». Tanto che non si è fatto problemi nel registrarsi regolarmente nell’albergo, consentendo agli investigatori una rapida identificazione.

Tutto è partito dalla denuncia della sua ultima vittima, una 29enne italiana che la mattina dopo si è svegliata nuda e dolorante, con vaghissimi ricordi di quello che era successo. Mentre era alla reception, in attesa di un taxi per andare via, un addetto dell’hotel le ha portato la tunica nera da monaco, travestimento probabilmente dimenticato dall’indagato nella stanza. Quando ha fatto per pagare il tassista, si è accorta di non avere più con sé 80 euro, chiavi della macchina e bancomat. Arrivata a casa, ha saputo che un’amica con lei la sera prima, preoccupata nel non vederla, aveva denunciato la sua scomparsa ai carabinieri. In una struttura sanitaria, poco dopo, c'è stata la conferma dello stupro subito e la conseguente denuncia presentata in caserma.

I militari hanno individuato il 23enne grazie al registro dell’albergo e sono andati indietro nel tempo scoprendo che prima a luglio e poi a febbraio si era comportato nello stesso modo con altre due giovani donne: le aveva fatte bere e poi aveva approfittato del loro stato, causato dalla massiccia assunzione di alcolici. L’indagato, secondo quanto si è appreso, si è difeso dicendo che le ragazze hanno acconsentito ai rapporti sessuali, ma gli investigatori ritengono di avere in mano sufficienti elementi per configurare una violenta costrizione legata proprio all’impossibilità di opporsi.

Nell’ordinanza di custodia cautelare, in particolare, si fa riferimento ai due precedenti, ma l’accusa per cui è finito in carcere - l’ordinanza è stata chiesta dal pm Bruno Fedeli e emessa dal Gip Domenico Panza - riguarda unicamente il fatto del 13 febbraio, iniziato in un locale a San Pietro in Casale e concluso in una camera d’albergo di provincia, poco distante dalla discoteca, la mattina del giorno in cui in tutto il mondo si festeggiano gli innamorati.