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IL RACCONTO DELLA DOMENICA

Dalla ricchezza andata e ritorno

di Gustavo Marchesi -

25 marzo 2018, 14:29

Dalla ricchezza   andata e ritorno

Poteva venderli i suoi capelli, erano pochi ma li avrebbero comprati per rivenderli a Nosari, l’ebanista d’arte che li infilava come ornamenti nelle cornici… Gordon dai capelli sottili, fili di ragno fanciullo, biondi oro, aveva l’oro nel sangue e forse mai risuonò più giusto come per lui il richiamo “Tesoro!”. A pensarci, era meglio se cambiava il nome in Gord-or, invece di Gordon.
Da questa condizione non gli derivò mai vera felicità, troppe le brighe, gli avvilimenti, e le tasse, tasse tasse… Impreparato alla ricchezza, che gli impediva la normalità, quando si sentiva soffocare fuggiva in paesi poverissimi, spolpati, disastrati, interrompeva i contatti, staccava il telefono, non ritirava la posta, libero nell’umiltà.
Ma qualcosa di ingombrante gli arrivava comunque, una fortuna dietro l’altra, colpa della morte, signora del mondo. In una famiglia numerosa, qualcuno ci sarà sempre che cerca il suo “tesoro” e lo nomina erede.
Per lui erano state le zie, tante, più uno zio, macho d’America, pistolero che assaliva le diligenze e perciò detto “Sfasciacarrozze diligente”. Adesso basta. Trovato il momento per liberarsene. Gordon poco alla volta rilascia omaggi, non risparmia immobili e mobili, non lesina assegni.
Sua moglie disperata tentava di tutto per dissuaderlo. Ma non riuscì che a spingerlo avanti, fino alla soglia di povertà. A lui sembrò di rinascere: “Sai, Gloriana, adesso sto proprio bene”... E gli amici, grati delle donazioni, la consolavano.
Secondo loro, Gordon in braghe di tela diventava ogni giorno più tranquillo e prudente. In realtà ogni giorno più debole, i capelli d’oro cambiati in argento, insieme al timore che la ricchezza si vendicasse di un pavido traditore. Infatti gli capitò…

… La morte del padre Rossello. Incallito giocatore fino al giorno che venne a mancare all’improvviso, si giocò tutto. La nuora, quando seppe della fine, saltò nel cottage dove il suocero viveva isolato, dopo il distacco dal figlio che giudicava uno sciocco.
Sulla scrivania del cottage rintraccia l’attestato di una vincita da capogiro, non ancora riscossa, che aveva travolto il commendator Pierparide, latifondista di antica famiglia mantovana.
Una notte in un paio di partite, Rossello agguantava qualcosa come cinquecento biolche di terra. Gloriana si sentì mancare.
Riavutasi, non pensò che a portare la strabiliante novità al marito: i suoi occhi dicevano tutta la commozione che le saliva dal cuore.
Soltanto a vederla, Gordon capì che non poteva sfuggirle. Negli ultimi tempi aveva incontrato diversi soggetti che si ritenevano sulla via dell’ascetismo, e l’idea di somigliarli lo deprimeva.
C’era della falsità in quella gente, illusa di trovare nell’umiltà l’artificio di una completa assoluzione dall’errore. Adesso veniva Gloriana a richiamarlo. Era lei stavolta la dea Fortuna…

Impreparato alla povertà, accettò di tornare. La rinuncia non basta a rifarti una vita.