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POLESINE

Il "Museo del Culatello day": apre le porte al pubblico

25 marzo 2018, 08:00

Paolo Panni

POLESINE Da ieri il territorio parmense si è arricchito di una nuova «gemma». In quella straordinaria cattedrale del gusto che è l’Antica Corte Pallavicina di Polesine è stato infatti inaugurato il «Museo del Culatello e del Masalèn», la nuova creazione voluta dalla famiglia Spigaroli, il settimo museo del cibo nato in questi anni in provincia.

A tenerlo a battesimo oltre 300 persone con, in testa, i fratelli Luciano e Massimo Spigaroli, con Antonia e Benedetta, il coordinatore dei Musei del cibo di Parma Giancarlo Gonizzi (che ha curato l’allestimento, coadiuvato dall’architetto Lorenzo Lottici per il progetto architettonico, da Giulio Belletti per il progetto grafico e da Daniele Ferro per i multimedia), l’assessore regionale Simona Caselli con l’ex assessore regionale Guido Tampieri, l’assessore al turismo del comune di Parma Cristiano Casa e, ancora, sindaci e amministratori di tutta la Bassa, il prefetto, il questore. il comandante provinciale dei carabinieri e il comandante provinciale della Guardia di finanza, il direttore dell’Upi Cesare Azzali, il presidente dell’associazione Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli Orazio Zanardi Landi, imprenditori e norcini di tutta la Bassa. Tra antiche mappe, documenti, fotografie, cartoline (oltre 900 provenienti dalla collezione di Massimo Spigaroli) filmati, apparecchiature multimediali e oggetti legati alla civiltà contadina, è un museo che esalta la figura del «masalèn» e ripercorre tutti i protagonisti della vicenda del culatello.

Per arrivare sino al «lapidario» finale dove sono riportati i nomi dei norcini della Bassa, dall’Ottocento a oggi, con uno spazio per aggiungere chi continuerà a fare la storia del territorio. Luciano Spigaroli ha raccontato il percorso che, dal 1990 a oggi, ha portato al recupero dell’Antica Corte Pallavicina, mentre il curatore dell’allestimento Giancarlo Gonizzi ha citato Giovannino Guaresschi e ricordato come solo in questa «fettaccia» di terra possano accadere e nascere certe cose, compresa la produzione del culatello. Guido Tampieri ha evidenziato come quella nata qui, sulle rive del Grande fiume , sia «una storia di sogni realizzati» elogiando la tenacia, l’entusiasmo e la determinazione di Massimo Spigaroli e paragonando l’Antica Corte Pallavicina a Itaca. L’assessore Casa ha sottolineato come stia tuttora proseguendo, con Massimo Spigaroli, un percorso iniziato col riconoscimento a Parma del titolo di «Città creativa della Gastronomia Unesco». «Da lì – ha detto Casa – è partita una sfida che continua per rendere sempre più attrattivo questo territorio, rendendolo competitivo a beneficio delle imprese» e il sensibile aumento del turismo (26 per cento negli ultimi cinque anni) dimostra la bontà del lavoro svolto. Ed ora, come osservato ancora da Casa, si guarda all’altro fresco titolo ricevuto da Parma, quello di Capitale della cultura 2020: un traguardo che dovrà vedere unito tutto il territorio, ricco anche dei suoi sette musei del cibo. L’assessore regionale Caselli, a sua volta ha ripercorso i tanti progetti portati avanti con gli Spigaroli in questi anni definendo l’Antica Corte Pallavicina «non solo un luogo bello e di gusto ma anche un luogo di pensiero». Infine Massimo Spigaroli, ricordando commosso la mamma Enrica, ha rimarcato quanto sia importante «guardare al passato per avere un futuro» che deve essere ben organizzato «sognando quel che riesci a fare» e chissà che il prossimo sogno non sia quello di guardare il «Mondo piccolo» dall’alto piazzando un ascensore sul vicino «pilone» citato anche da Guareschi. Da oggi il museo è visitabile tutti i giorni, esclusi i lunedì non festivi, dalle 10 alle 17.30.

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