Sei in Archivio

EDITORIALE

La vera novità è il M5S che accetta di contaminarsi

di Michele Brambilla -

25 marzo 2018, 14:29

La vera novità è il M5S che accetta di contaminarsi

Qualcuno interpreta questa due giorni di trattative per le presidenze di Camera e Senato come il solito mercato delle poltrone, condotto fra mille furbizie e tattiche sotterranee. È indubbio che la politica viva anche di queste cose, e che pure in questo caso vi abbia fatto ricorso. Tuttavia c'è un aspetto positivo che va colto.
Avevamo scritto, all'indomani del risultato elettorale, che in quadro politico come quello che era emerso dalle urne - senza vincitori assoluti, in grado di governare da soli - sarebbe stato necessario trovare un accordo per il bene comune. E avevamo ricordato che, per arrivare ad un accordo, ciascuno avrebbe dovuto riscoprire la virtù della rinuncia: e non arroccarsi su proprie posizioni preconcette, oltretutto non sostenute dai numeri. Ebbene, ci pare questo sia successo. Nel giro di poche ore, Berlusconi ha rinunciato a impuntarsi sul nome di Romani, Di Maio su quello di Fraccaro, la Lega su una presidenza. Soprattutto (questa è la grande novità!) il M5S ha abbandonato l'estremismo talebano che lo aveva sempre contraddistinto, il divieto a parlare con chiunque altro, pena la contaminazione. Di Maio si sarà anche rifiutato di incontrare Berlusconi, ma di fatto con lui è sceso a patti, questa è la verità.
Insomma un primo passo verso il senso di responsabilità è stato compiuto. La strada per un governo resta piena di curve, ma un po' meno trafficata.
michele.brambilla@gazzettadiparma.it