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GUARDASONE

Il sentiero sulla mappa mangiato dalla frana: "E io stavo affondando nel fango"

27 marzo 2018, 07:00

BIANCA MARIA SARTI

TRAVERSETOLO - Si era perso seguendo un sentiero che l’Enza si era portato via con la piena ed è stato salvato grazie al nuovo sistema di geolocalizzazione dei Vigili del Fuoco, per la prima volta sperimentato in provincia di Parma.

Rischiava davvero di diventare una domenica da incubo quella di Luca Spotti, il parmigiano soccorso nella zona del greto del torrente Enza, a 1,5 km circa dal ponte.

L’uomo aveva deciso di trascorrere una tranquilla giornata tra le colline di Traversetolo.

«È la prima volta che vengo qui – ha raccontato dopo il salvataggio Spotti – sono partito intorno alle 17 per fare una passeggiata seguendo un percorso segnato tra Guardasone e Vignale».

Purtroppo Spotti non poteva immaginare che la parte finale del sentiero, una strada bianca che costeggia il torrente, era stata letteralmente «mangiata» dalla recente piena.

«Pur seguendo la mappa sul mio cellulare a un certo punto non ho più trovato la strada e ho proseguito tra la boscaglia e la campagna circostante affondando nel fango».

Era ormai buio quando, alle 20,20 circa, Spotti si è deciso a chiedere soccorso contattando il 112.

I carabinieri hanno allertato la Protezione Civile e l’allarme è giunto anche al sindaco Simone Dall’Orto, che ha partecipato alle operazioni di soccorso insieme ad Alex Uccelli, presidente della Croce Azzurra, e alla squadra dei Vigili del Fuoco di Langhirano.

Nell’arco di un’oretta l’uomo era salvo.

«È importante evidenziare – commenta Uccelli - che per individuare il disperso è stato utilizzato il nuovo sistema Geoloc Vvf, un applicativo che consente di localizzare rapidamente e con esattezza le persone in difficoltà. Spotti ha ricevuto un sms dal sistema e ha semplicemente cliccato sul link, acconsentendo a farci conoscere la sua posizione».

Fortunatamente la Croce Azzurra aveva da pochissimo inaugurato il nuovo pick-up, che si è rivelato utilissimo per spostarsi fuori strada in un terreno fangoso.

«Ringrazio i Vigili del Fuoco e la Croce Azzurra che, come sempre sono presenti quando c’è bisogno di loro – ha commentato il sindaco che ha contribuito alle operazioni di salvataggio – Segnaleremo al Servizio Tecnico di Bacino l’erosione del sentiero».

DISPERSO A FORNOVO

Potrebbe essere una pagina a lieto fine di «Chi l’ha visto», l’episodio avvenuto a Fornovo nei giorni scorsi. Protagonista, la Polizia Locale. Una pattuglia di agenti, in servizio in paese, ha infatti ritrovato un ottantasettenne che si era allontanato dalla sua residenza, in una città romagnola. La pattuglia della Polizia Locale Bassa Val Taro stava effettuando un posto di controllo di polizia stradale nella località della Salita, quando l’anziano si è avvicinato agli agenti per chiedere loro un numero di telefono di un esercizio pubblico, situato, a suo dire, in una comune dell’alta valle.

Data l’età dell’uomo, la domanda è risultata molta evasiva: questo particolare, unito al fatto che l’anziano era solo e a piedi, ha insospettito gli agenti, che hanno intuito si trattasse di un caso di smarrimento, della persona che avevano di fronte, forse in stato confusionale. Un sospetto confermato dalle risposte approssimative e confuse che l’anziano offriva alle domande degli agenti.

Dopo alcune specifiche domande è emerso infatti quanto sospettato: un allontanamento da casa dell’anziano, nato nel 1931, in Romagna. Dalle indagini messe in atto immediatamente dalla Polizia Locale Bassa val Taro si è quindi avuto conferma che l’uomo si era allontanato dal comune di residenza ed aveva raggiunto Fornovo di Taro a bordo di mezzi pubblici: dapprima in treno fino a Parma e poi in corriera fino a Fornovo. Dopo avere raccolto le informazioni necessarie è stata immediatamente contattata la Polizia Locale del luogo di residenza dell’uomo: dopo brevi accertamenti da parte dei colleghi romagnoli gli agenti della Bassa Val Taro si sono messi in contatto con i familiari dell’ottantasettenne, i quali, rincuorati dal ritrovamento, si sono messi subito in viaggio per riprendere il congiunto e riportarlo a casa. «Dopo aver ricevuto i ringraziamenti dei congiunti, i nostri operatori - ha detto il comandante della Polizia locale, Giovanni Saviano - sono ritornati a pattugliare il territorio, certi che avevano di sicuro già aiutato un uomo a ritrovare la strada di casa. L’attività degli agenti della Polizia municipale non si esprime soltanto in sanzioni - prosegue il comandante - poiché gli stessi svolgono un compito di fondamentale importanza, che non si esaurisce nella sola funzione repressiva o sanzionatoria, ma riguarda la loro quotidiana vicinanza alla popolazione, la capacità di ascolto e di aiuto che si traduce in polizia di prossimità, che poi è alla base della funzione stessa della Polizia locale». Un gesto di attenzione e di sensibilità verso una persona che aveva bisogno di aiuto, e che avrebbe probabilmente rischiato situazioni di pericolo se non avesse incontrato sulla sua strada gli agenti, che racconta una storia positiva, di fiducia verso il prossimo che, in questo come in molti altri casi, indossava una divisa.

Do.C.

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