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Maggiore, la Uil: "Tagli, personale stremato e un Pronto soccorso in decadenza"

27 marzo 2018, 18:17

Maggiore, la Uil:

"Quel che era un fiore all'occhiello della sanità Emilia Romagna fino alla prima decade del nuovo millennio, si trova oggi ad essere al centro dell’attenzione per le gravi sofferenze dovute ai tagli da parte della Regione stessa, corresponsabili dell’incapacità gestionale da parte dell’Amministrazione".

A dirlo è Biagio Ambra, Segretario Responsabile di Parma della UIL FPL Emilia, che illustra punto per punto la sua tesi.

"Nel corso degli ultimi anni sono venuti a mancare importanti reparti di specialità, orgoglio per una città che si vedeva ai primi posti in Italia come sanità Pubblica ed Istruzione Universitaria. Oggi, a distanza di pochi anni, il prestigio di questa Azienda rimane un vago ricordo, poiché inginocchiata da croniche carenze d’ organico nei reparti, continue riduzione di posti letto, inadeguata governance clinica, dice..

"Esempio lampante di questa condizione - continua - è l’elevata presenza di fenomeni di burnout registrata negli ultimi mesi, un sempre più stremato personale che vede crescere giorno dopo giorno il proprio monte ore lavorato e numero di giorni di ferie non usufruite. In più, la beffa ai lavorati che si vedono negate le ferie anche per brevi periodi, con motivazione scritta di “carenza di personale”; per non parlare dell’incessante turn over, con professionisti assunti da agenzie interinali non adeguatamente inserito, per permettere ai dipendenti di ruolo la fruizione delle ferie estive, unico periodo di ferie che viene garantito per tutto l’anno ai lavoratori".

Capitolo Pronto Soccorso: "Modello preso ad esempio per molte altre Regioni d’Italia, si presenta oggi come una decadente struttura incapace di ospitare tutti gli utenti che ne fanno accesso, in primis per l’incapacità da parte del territorio di soddisfare le esigenze sanitarie di base; in seguito, per la sempre più deficitaria mancanza di posti letto, per il ridotto numero di operatori presenti in campo, eccezione fatta per nessun profilo professionale.

Non a caso negli ultimi tempi si sono verificati ricoveri in qualunque reparto, senza distinzione di tipologia di paziente, con gestione alberghiera anche nei corridoi, privando quest’ultimi della loro dignità e diritto di privacy.

E che dire del surplus di lavoro generato nei reparti, di cui viene investito il personale presente in turno, senza alcun supplemento d’organico?

Altra conseguenza di codesta situazione si riflette sui reparti di degenza non solo clinica, ma anche chirurgica: infatti, i reparti di chirurgia si trovano costretti a sopperire ormai cronicamente alle esigenze d’emergenza del Pronto Soccorso, occupando i posti letto destinati agli interventi in elezione, costringendo la rimodulazione dei programmi operatori settimanali, con liste d’attesa sempre più lunghe.

Non dimentichiamo che alcuni reparti del dipartimento chirurgico sono da sempre privi di figure professionali quali gli OSS, fondamentali per lo svolgimento delle attività assistenziali di base e di supporto agli infermieri, costretti a rivedere impropriamente la loro condizione professionale.

Continuo, denunciando il mancato riconoscimento dell’anzianità di servizio che vede i dipendenti trascurati nel diritto contrattuale della progressione orizzontale, per le sempre più scarse risorse nei fondi per questo scopo, con ritardi pluriennali nell’avanzamento di categoria.

La UIL FPL Emilia da tempo chiede che l’amministrazione prenda provvedimenti utili e celeri, affinché l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma possa nuovamente ergersi tra le più rinomate aziende sanitarie dell’ Emilia Romagna e sul piano Nazionale. Tale condizione è umiliante da un punto di vista di dignità aziendale, poiché vedere fior fiori di professionisti “scappare” dalla nostra realtà, non è accettabile. I lavoratori sono persone, con diritti e doveri. Non ci si può appellare sempre ai doveri di questi, a discapito dei diritti degli stessi. Un professionista non deve essere schiacciato nella sua dignità professionale ed umana, mai.

Concludo ponendo una riflessione: non è un caso il manifestarsi di eventi avversi alle assunzioni, caratterizzate dalla preferenza di altre Aziende Sanitarie alla nostra da parte dei vincitori di concorso, se non per brevi periodi, in attesa di trasferimento in altre realtà.

L’ospedale di Parma e la sua Università devono tornare a brillare del suo splendore ed essere attrattiva per la migliore classe sanitaria."