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Lite condominiale

80enne lancia le chiavi in faccia alla vicina

Dopo bisticci e urla due donne si sono affrontate sulla porta del palazzo

28 marzo 2018, 20:53

80enne lancia le chiavi in faccia alla vicina

L'inquilina del piano di sotto, minuta e fragile, anche per questioni d'età, affacciata com'era alla soglia degli ottanta. L'altra, la soprastante, una normale donna di corporatura media, di una ventina d'anni più giovane. Più forte, in teoria, ma nei fatti vittima della vicina, che contro di lei arrivò anche a scagliare un mazzo di chiavi seguito da una serie di colpi di ciabatta. La storia è finita in tribunale, da dove la nonnina «tutta nervi» è uscita assolta dal giudice Gennaro Mastroberardino per il quale, a causa della particolare tenuità, il fatto non è punibile. A giocare a favore dell'anziana signora, anche l'aver risarcito il danno alla persona offesa: quel colpo di chiavi coincidente con un colpo di testa, le è comunque costato qualcosa.

Prima ancora delle mani, la pensionata aveva più volte alzato la voce con colei che sarebbe diventata la propria vittima. La lamentela era continua: qualsiasi cosa facesse l'inquilina del piano di sopra, a quella di sotto non andava giù. La classica situazione in cui del vicino non si sopporta nemmeno il silenzio. Dalle lamentele alle minacce il passo fu breve, specie per un carattere «fumino». Pare che tra le gentili frasi proferite dall'ottantenne ci sia stato anche un sibilante «io t'ammazzo».

Era una domenica, quando la pensionata pensò di dover tirare le somme (e le chiavi) della vicenda. Le due si incrociarono sul portone del condominio. Vista l'estemporaneità dell'oggetto da lancio, viene da pensare che sia stato un incontro casuale, altrimenti la pensionata avrebbe atteso l'altra impugnando attrezzi più appropriati. Le chiavi per rientrare in casa aveva in mano, e le chiavi ha scagliato. L'altra, centrata in piena fronte, subì anche un assalto a colpi di ciabatta, prima di sfuggire all'irosa nonnina. Buona parte di quella domenica, la donna la trascorse al pronto soccorso, dove venne medicata e da dove uscì con una prognosi di 15 giorni. Sono trascorsi anni da quel giorno, i traumi sono stati sanati, la vittima ha anche rimesso la querela (ma il reato era comunque procedibile d'ufficio) e nel frattempo è andata ad abitare altrove. Tranquilla lei, assolta l'altra: quel che si dice un rapporto di buon lontanato. rob.lon.