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Allergie

«Respiro libero» contro il film di Peter Rabbit

Marchiani, la presidente dei volontari di Parma: «Deridere un malato è un brutto messaggio»

di Monica Calamandrei -

28 marzo 2018, 20:54

Tutti noi abbiamo riso delle «marachelle» di Peter Rabbit, il piccolo roditore ribelle in giacca blu (noto come Peter Coniglio), nato nel 1902 dalla penna di Beatrix Potter, che disubbidisce alla mamma mettendosi spesso nei guai. Negli anni dalle storie illustrate per bambini sono state tratte anche alcune serie animate. Ma quando per far ridere si scherza sulla vita di una persona il gioco non è più così divertente.

Nella versione cinematografica «Peter Rabbit» prodotto dalla Warner Bros e proiettato in questi giorni nelle nostre sale, il protagonista scopre che il vicino di casa, Mr Mc Gregor, a cui i piccoli roditori si divertono rubare nell’orto, è allergico alle more. Per dispetto i coniglietti iniziano a bersagliarlo con questi frutti finché una mora non entra nella bocca del ragazzo. Sentendosi soffocare ormai in preda ad uno shock anafilattico, mentre i conigli continuano a ridere, il giovane estrae dalla tasca un autoiniettore di adrenalina grazie a cui riesce a placare la sua reazione allergica. Una scena molto realistica che ha scatenato tante polemiche anche negli Stati Uniti. In particolare qui da noi l’associazione volontaria parmigiana «Respiro libero» che da anni si occupa di allergie, ha deciso di sostenere un’iniziativa di tutela verso queste immagini promossa da «Cibo Amico». Dopo non essere riuscita con una petizione online a far vietare il film ai minori di 14 anni, l’associazione fiorentina ha infatti deciso di unirsi ad altri gruppi di volontari diffusi su tutto il territorio nazionale per chiedere alla casa produttrice americana Sony Pictures di inserire all’inizio del film un messaggio che spieghi quanto possa essere pericoloso sottovalutare l’allergia e come si debba intervenire in caso di shock anafilattico. «L’allergia, anche quella alimentare, spesso confusa con l’intolleranza, è una patologia che in casi gravi può anche portare alla morte – spiega la presidente di «Respiro Libero» Margherita Marchiani -. E approfittare di una fragilità di una persona per deriderla e farle del male è un brutto messaggio da trasmettere ai nostri ragazzi». Nel film Peter coniglio diventa quindi una sorta di capobanda irriverente e capace anche di qualche azione poco nobile per proteggere la sua famiglia e il suo territorio. «non so se si possa parlare di vero e proprio bullismo ma non è sicuramente un rapporto alla pari – aggiunge la psicoterapeuta Bianca Trifiro - . Oltretutto è l’antagonista a soffrire di allergia, quasi come se fosse una cosa negativa. Gli adulti hanno un ruolo fondamentale nella crescita dei ragazzi soprattutto verso i più piccoli che ancora non distinguono bene realtà e fantasia e per questo dobbiamo stare attenti a cosa gli proponiamo».